Arte

É Novembre a Milano

staff
11 giugno 2011


«Fabio Novembre è oggi, sicuramente, uno dei talenti più originali e sorprendenti della nuova generazione del design italiano e internazionale. La potenza visionaria degli interni e degli oggetti disegnati da Novembre negli ultimi due decenni, la dimensione sartoriale con cui costruisce gli spazi piegando la materia verso condizioni e qualità inaspettate, la capacità di pensare al design come a una realtà diversa, inquinata positivamente da discipline apparentemente lontane come il cinema, la musica, l’arte contemporanea e la moda, propongono un modo inaspettato di pensare il progetto oggi. La sua storia è una sorta di naturale evoluzione che supera la generazione dei “padri” nobili del design italiano, insieme è uno scarto improvviso che apre scenari da percorrere per il prossimo futuro e l’avvento di un sicuro protagonista di una nuova generazione di creativi italiani» (Luca Molinari, Fabio Novembre di Beppe Finessi)

 

Nonostante i tempi ormai prossimi all’inizio dell’estate, a Milano è indubbiamente Novembre.
L’arte dell’eclettico architetto continua infatti a permeare l’atmosfera meneghina, tanto da meritare la pubblicazione del volume “Novembre a Milano”. Il testo si prefigge di delineare acutamente il legame indissolubile creatosi fra la capitale del Nord Italia e l’artista originario di Lecce, per il quale «la città diventa un diagramma cartesiano su cui stabilire le coordinate degli affetti, una ragnatela emotiva tessuta giorno dopo giorno con la paziente ritualità dei gesti quotidiani. (…) Una città senza abitanti è come un corpo senza vita, e il termine chiarisce come oggi debba prevalere il diritto di terra su quello di sangue».
Il vincolo emotivo e culturale costituitosi tra Fabio Novembre e Milano è il frutto di anni di collaborazione tra l’estro dell’artista ed il mecenatismo di una città vissuta non come bruta accozzaglia di materia, strade ed edifici, bensì come rete di esperienze, emozioni e stimoli intellettuali. É l’idea greca di pòlis, che è comunità civile organica accomunata da un medesimo destino, non certo spazio architettonico indifferente ed asettico.
Tale visione classica è futuristicamente proiettata nella modernità dall’impegno di Novembre nella configurazione della sua produzione artistica all’interno dei punti nevralgici e vitali di Milano; come una rete neuronale, così le opere d’arte di Novembre si dispongono capillarmente nel centro cittadino sintetizzandosi in un messaggio culturale armonico e coerente: concretizzare il Bello del Creato, espresso nella natura, nel legno, negli uccelli, nella nascita della vita, nella forza dello Spirito, nel quadro di una modernità a cui guardare con interesse senza rifiutarne le radici.
Soltanto in questa prospettiva risulta comprensibile l’excursus proposto nel volume come un continuum graficamente disposto in una time line che si muove dal 1900 al 2011 congiungendo il Secolo Breve con il nuovo millennio. Dal murales abusivo “Atto d’amore” presso la facoltà di architettura del Politecnico di Milano alla scultura “Sky Baby” realizzata su commissione della Triennale, dalla mostra antologica che ha innovato la Rotonda di Via Besana al progetto di arredo urbano “Per fare un albero” in via Montenapoleone, per giungere infine al progetto dell’allestimento in rappresentanza della città di Milano presso il padiglione Italia all’Expo Shanghai: il simbolismo rivoluzionario, nel senso etimologico di revolvere – ovvero di ricondurre il presente ai fasti del passato – ne è chiave di lettura costante e imprescindibile.

 

Luca Siniscalco


“Novembre a Milano” di Fabio Novembre, 250 immagini, con un testo di Alessandro Mendini, 24ORE Cultura, pp160.


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