Destinazioni

10 città nel mondo dove vivere (al meglio)

Silvia Ragni
13 aprile 2017

È Vienna la città in cui si vive meglio. La capitale austriaca si riconferma, per l’ottava volta, in top position nella classifica stilata dalla società di consulenza newyorchese Mercer in base all’inchiesta sulla Quality of Living che conduce annualmente. Sono 231 le città mondiali messe a confronto, 39 i criteri su cui poggia la ricerca: un ruolo chiave è svolto dalle infrastrutture, a cui si affiancano – in ordine sparso – la sicurezza, l’istruzione, la sanità, il rispetto per l’ambiente, le attività di svago, l’efficienza del trasporto pubblico, la solidità della politica e dell’economia. Nella top ten della qualità della vita Zurigo succede a Vienna, mentre troviamo rispettivamente al quarto, sesto e settimo posto Monaco di Baviera, Dusseldorf e Francoforte. La Svizzera riappare in ottava posizione con Ginevra ed alla decima, ex aequo con Sidney, debutta Basilea. Situata al nono posto, Copenaghen ribadisce il titolo di “patria della felicità” assegnatole per anni dal World Happiness Report dell’ ONU. Tra le metropoli extraeuropee il primato spetta alla neozelandese Auckland, che si piazza al terzo posto. La seguono Vancouver, al quinto, e infine Sidney, che chiude la classifica delle top ten. Ma quali sono le sfaccettature più inedite di ogni città, il valore aggiunto che dona alla top ten un sapore del tutto speciale? Scopriamolo insieme.

1. VIENNA

Il report Mercer la vede in vetta grazie alla situazione politico-economica ben salda, all’alto livello dei servizi ed alle opportunità che elargisce. Va evidenziato, inoltre, che lo splendore del suo centro storico le è valso il titolo di “patrimonio dell’umanità” da parte dell’ Unesco.

Due must-see insoliti. La bizzarra Hundertwasserhaus è da non perdere: progettata da Friedensreich Hundertwasser, riunisce abitazioni che risaltano per la struttura asimmetrica e per le coloratissime facciate adornate di ceramiche. Maestosa e interamente composta da 500.000 teste di chiodo, la statua del “Wehrmann in Eisen” è invece un emblema viennese. Questo cavaliere, ricoperto da una pesante armatura ed alto ben 3.40 m., fu realizzato da Josef Scholz per sostenere le vedove e gli orfani del primo conflitto mondiale. Potete rintracciarlo al Rathaus, in Friedrich-Schmidt-Plaz.

Lo sfizio. Gustare la torta Sacher “originale” nel bar dell’Hotel che prende il nome da Franz Sacher, il suo creatore.

2. ZURIGO

Efficienza, pulizia e trasporti impeccabili hanno fruttato alla più grande città elvetica il secondo posto in classifica. Visitarla è come cogliere l’ essenza della Svizzera.

Due must-see insoliti. Un giro tra le stradine acciottolate e tortuose della città vecchia (Altstadt) è d’obbligo. L’architettura medievale predomina in un’alternanza di casette multicolor, antiche botteghe artigianali, innumerevoli musei e gallerie d’arte. I ristorantini in cui è possibile gustare le tipicità locali accentuano ulteriormente l’appeal di una zona, a dir poco, incantevole. Per assaporare appieno la magia degli scorci paesaggistici, si può optare per un tour in traghetto sul lago di Zurigo: le sue acque limpide e la natura rigogliosa dei dintorni rappresentano lo scenario ideale per osservare la metropoli da una prospettiva paradisiaca.

Lo sfizio. Una full immersion di shopping nella Bahnhofstrasse, la via delle boutique griffate per eccellenza.

3. AUCKLAND

Circa un terzo della popolazione neozelandese si concentra ad Auckland, una metropoli incastonata in una splendida cornice naturale.

Due must-see insoliti. Il Festival Cinese delle Lanterne è un evento impregnato di cultura esotica. Si svolge ogni anno ad Albert Park, in concomitanza con il Capodanno cinese, e mixa performance artistiche, arti marziali e degustazioni di cibi asiatici sul variopinto sfondo di una miriade di lanterne-scultura in carta illuminate da candele interne: lo spettacolo è straordinariamente suggestivo. Una visita alla Sky Tower, l’edificio simbolo di Auckland, potrebbe sembrare una tipica tappa turistica se non fosse per un dettaglio decisamente singolare: i 328 m. di altezza della torre offrono la possibilità di fare skyjump lanciandosi nel vuoto da 192 m.

Lo sfizio. Chi non osa lo skyjump può deliziare il palato da The Orbit, il ristorante della Sky Tower, che durante i pasti ruota a 360° offrendo una splendida vista panoramica su Auckland.

4. MONACO DI BAVIERA

La celebre patria dell’Oktoberfest è la terza città europea presente in classifica grazie all’ efficacia dei servizi ed ai numerosi stimoli culturali.

Due must-see insoliti. Imprescindibile una sosta in Marienplatz per ammirare il Glockenspiel, il carillon-orologio più grande della Germania. Racchiuse in un’alta torre del Neues Rathaus (il Municipio), 42 campane e 32 statue rievocano due importanti episodi della storia di Monaco: al rintocco delle campane, il carillon inscena una giostra in onore del matrimonio del duca Guglielmo V con Renata di Lotaringia, ed allo stesso tempo La Danza dei Bottai celebra la scampata epidemia di peste del XVI secolo. Un gallo dorato che apre le ali e canta tre volte conclude l’ammaliante rappresentazione. Da vedere anche l’“impronta del diavolo”, che un’antica leggenda vuole impressa su una mattonella della Cattedrale di Frauenkirche.

Lo sfizio. Sorseggiare birra alla Hofbräuhaus, l’ex birreria reale del Regno di Baviera.

5. VANCOUVER

Centro nevralgico del business e nota per l’ottimizzazione delle risorse ambientali, la metropoli canadese è al primo posto tra le città del Nuovo Continente.

Due must-see insoliti. Al Granville Island Public Market, immenso mercato situato sul molo di Granville Island, è possibile acquistare deliziose tipicità gastronomiche e mangiare all’aperto, ammirando la splendida visuale sull’English Bay con il sottofondo di concerti live. L’Acquario di Vancouver rappresenta una tappa must: è il più grande del Canada, ed al suo interno sono riprodotte aree della costa del Pacifico che spaziano da Vancouver all’ Alaska. La sua fauna, tra specie locali e tropicali, include delfini, balene e lontre marine.

Lo sfizio. Dilettarsi con l’ampio assortimento di libri di cucina offerto da Books to Cooks, celebre libreria specializzata sulla Second Avenue dove si tengono, regolarmente, anche corsi a tema.

6. DUSSELDORF

Seconda città tedesca presente in classifica, Dusseldorf – sfatando la sua fama di centro prevalentemente industriale – si avvale di un alto numero di attività culturali.

Due must-see insoliti. L’ex porto fluviale di Medienhafen, oggi un paradiso dell’architettura futurubile e d’avanguardia, merita senz’altro una visita. Il Neuer Zollhof è l’edificio più mozzafiato dell’intero quartiere: progettato da Frank Gehry, sorge nell’area della vecchia dogana e unisce tre palazzi la cui struttura ondulata e sbilenca, cosparsa di finestre come una miriade di occhi, li fa apparire quasi in movimento. Per calarsi in atmosfere più prettamente bohemien si può fare un salto a Flingern, ex area operaia divenuta meta del milieu creativo. Gallerie d’arte, ristoranti, caffè e boutique si susseguono fitti accentuandone lo spiccato fermento culturale.

Lo sfizio. Visitare il Kunst Im Tunnel, un originalissimo museo d’arte contemporanea allestito in un tunnel immerso nel fiume Reno.

7. FRANCOFORTE

La definizione di “capitale dell’economia europea” evidenzia solo un aspetto della terza città tedesca in classifica, dove occupano un importante spazio anche l’arte e le attività commerciali.

Due must-see insoliti. Il grandioso shopping mall MyZeil “firmato” Fuksas, 77.000 mq di edificio in vetro e acciaio, si estende su 8 piani ed offre il meglio in quanto ad acquisti, ma anche a svago e a ristorazione. Da non dimenticare una visita al rooftop, raggiungibile tramite la scala mobile più lunga d’Europa: la vista su Francoforte lascia a bocca aperta. Per chi ama i musei, la Museumsufer è tassativa: altrimenti detta “riva dei musei”, ne annovera ben 13 distribuiti sulle rive del Meno. Lo Städel – con la sua collezione di 100.000 disegni, 600 sculture e 2700 dipinti – rientra tra i più prestigiosi a livello internazionale.

Lo sfizio. Il tour della città a bordo dell’Hop on-Hop off, un bus turistico bipiano che permette itinerari personalizzati.

8. GINEVRA

Sede di 200 organizzazioni internazionali, Ginevra abbina alle meraviglie paesaggistiche un ambiente ricco di contaminazioni culturali.

Due must-see insoliti. Sono ormai due iconici emblemi: in zona lungolago, nel Jardin Anglais, l’Horloge Fleurie è un orologio composto di fiori che vanta la lancetta dei secondi più lunga del mondo. Con i suoi 5 metri di diametro ed oltre 6500 piante da fiore a delinearne i contorni, è un capolavoro della botanica realizzato in omaggio alla tradizionale orologeria svizzera. Poco distante, il Jet d’ Eau staglia sul lago il suo potente getto d’acqua: 500 litri al secondo per un’altezza che oltrepassa i 140 m. Oggi suprema attrazione turistica, nacque originariamente come valvola di sicurezza adibita a ottimizzare la pressione di una centrale idraulica.

Lo sfizio. Una sosta rilassante nei Bains des Paquis, un multicentro del benessere comprensivo di sauna, hammam e bagno turco con vista sul lago di Ginevra.

9. COPENAGHEN

Dire Copenaghen è dire hygge, l’arte di assaporare i piccoli piaceri della vita; ma la classifica Mercer non ha mancato di evidenziare anche atout come la sua cucina.

Due must-see insoliti. Il canale di Nyhavn, nell’area del porto vecchio, è uno dei più affascinanti. Qui ha abitato Hans Christian Andersen, le antiche case variopinte si alternano ad un tripudio di taverne e di locali. Lungo le sponde sono ormeggiate houseboat e piccoli velieri: perché non prevedere un tour nei canali? E’ sufficiente una barca a remi a noleggio per godere di questa esperienza indimenticabile. Chi è attratto dagli itinerari open air non può tralasciare i Giardini di Tivoli, un parco dei divertimenti che dal 1843 delizia i suoi ospiti con un mix di attrazioni ludiche, performance ed iniziative culturali.

Lo sfizio. Assaggiare lo Smørrebrød, tipica fetta di pane di segale farcita, è tassativo almeno quanto spostarsi in bici: lo spirito green della capitale danese va adeguatamente onorato.

10. BASILEA

La commistione tra modernità, storia ed il valore attribuito alla cultura sono valse a Basilea una new entry in classifica.

Due must-see insoliti. Sembra sorprendente pensare che la colta e rigorosa Basilea, sede di musei e dell’Università più antica della Svizzera, annoveri il Carnevale tra i suoi più acclamati eventi: tre giorni di festeggiamenti euforici che prendono il via a Quaresima già inoltrata. Tra pifferi, tamburi ed enormi lanterne simboliche, le vie del centro si affollano di partecipanti e gruppi in maschera per un totale di 20.000 presenze. L’appuntamento è irrinunciabile, travolgente, e va sin d’ora annotato in agenda. Da segnalare anche il Museo della Carta, che nella sede di un ex mulino medievale guida i visitatori in un percorso dimostrativo e di interazione costante.

Lo sfizio. Una pausa musical-culturale alla Gare du Nord: la stazione Badischen Banhof ospita circa 100 concerti a stagione e racchiude al suo interno un teatro underground, il Foernbacher.


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