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10 cose da sapere su Luisa Spagnoli

Virginia Francesca Grassi
2 febbraio 2016

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Donna, madre, amante, imprenditrice d’avanguardia e stilista – una pioniera del femminismo. Ecco Luisa Spagnoli, una delle figure femminili più affascinanti del primo Novecento: Rai Uno le dedica una fiction in due puntate, in cui viene interpretata dalla meravigliosa Luisa Ranieri.
Dai Baci Perugina ai capi d’abbigliamento per signora: una storia tutta da ricordare e (ri)scoprire, in 10 punti.

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1- Luisa Spagnoli nacque nel 1877 a Perugia. Nei primi anni del ‘900, dopo aver avviato una drogheria con il marito Annibale Spagnoli, fondò la Perugina, in società insieme a Francesco Andreani, Leone Ascoli e Francesco Buitoni, il figlio del “re della pasta”, Giovanni Battista Buitoni.

2- L’azienda inizialmente produceva confetti, poi passò alle caramelle e al cioccolato: la caramella Rossana è da sempre uno tra i prodotti di punta dell’azienda, mentre il primo prodotto di cioccolateria della Perugina fu la tavoletta “Luisa”, che prende il nome proprio dalla sua creatrice. Un’altra delle produzioni della Spagnoli che continua ad avere successo ancora oggi è il cioccolato banana.

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3- Risale al 1922 l’invenzione dell’iconico Bacio Perugina: per recuperare gli scarti di lavorazione dell’impresa dolciaria Luisa confezionò questo cioccolatino utilizzando granella di nocciole, cioccolato gianduia e una nocciola intera sulla sommità, ricoprendo il tutto di una glassa al fondente. Esiste ancora un libro, nelle mani della bisnipote e omonima Luisa Spagnoli, con i detti celebri da cui venivano scelte le frasi d’amore che ancora oggi accompagnano le praline.

4- A causa della sua particolare forma, il dolce fu chiamato inizialmente “Cazzotto”, ma Giovanni Buitoni propose un nome alternativo: “Bacio”. La storia è ancor più romantica se si considera che Luisa ebbe una intensa e tormentata storia d’amore con Buitoni, di 14 anni più giovane di lei, seppur non lasciò mai il marito Annibale, padre dei suoi tre figli.

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5- Durante la prima Guerra Mondiale Luisa guidò l’azienda da sola, aiutata dai figli e dalle dipendenti: dato che gli uomini erano tutti al fronte, decise di assumere diverse donne, creò poi il primo asilo aziendale e introdusse il diritto all’allattamento. Quella della solidarietà era una vera e propria missione per lei: “Faceva beneficenza, regalava i cioccolatini ai poveri, sistemava gli orfani e faceva studiare le ragazze del popolo”, ha raccontato Nicoletta Spagnoli, presidente e amministratore delegato di Luisa Spagnoli Spa, nonché bisnipote della fondatrice.

6- Addirittura, il figlio Mario nell’azienda Angora Spagnoli fece costruire la cosiddetta “Città dell’Angora”, con case a schiera per gli operai, una piscina comune, delle nursery per i bambini; durante gli anni Sessanta fu invece costruito il parco giochi “Città della Domenica” per i figli dei dipendenti.

Operaie alla pettinatura dei conigli, Angora Luisa Spagnoli, 1940-kzbE-U43060878243046XTE-593x443@Corriere-Web-Sezioni

7- Dopo l’abbandono dell’azienda, nel 1923, da parte di Annibale Spagnoli nelle mani della moglie, la Perugina passò ai Buitoni, poi all’azienda Cir di Carlo De Benedetti e, dal 1991, alla multinazionale Nestlé. Tuttavia, la bisnipote e omonima Luisa Spagnoli ha di recente deciso di “rispolverare” i vecchi segreti dolciari di famiglia aprendo un suo laboratorio di pasticceria che produce tutta la gamma di cioccolatini storici degli Spagnoli, seppur con nomi diversi. Le nuove praline sono state chiamate come i componenti della famiglia e – indovinate un po’ – il mitico Bacio è diventato “Nonna Luisa”!

8- Nel 1928 la Spagnoli cominciò a dedicarsi anche alla moda: avviò infatti un allevamento di conigli d’Angora nella sua villa di Perugia, per poi fondare l’azienda Angora Spagnoli nel borgo Santa Lucia che produceva capi di maglieria. Fino a quel momento la lana d’Angora non era stata particolarmente sfruttata in Italia e soprattutto veniva utilizzata per confezionare prodotti di poco pregio; Luisa invece cominciò a sperimentare l’uso di questo filato, arrivando ad averne una versione morbida e sottile, con il quale iniziò la produzione di manufatti raffinati ed eleganti.

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9- L’azienda ebbe subito un grande successo, sia in Italia che all’estero. Luisa inventò anche una tecnica molto particolare e cruelty free per ottenere il filato senza tosare i conigli, ma semplicemente pettinandoli con cura.

10- Oggi Luisa Spagnoli viene ricordata anche grazie alla linea di abbigliamento da lei fondata e alle boutique wordwide che portano il suo nome.


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