Cinema

10 film da rispolverare a Natale

Silvia Ragni
22 dicembre 2016

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Il periodo natalizio, si sa, tra albero, presepe e una miriade di luci ornamentali, invita a vivere la casa con un senso di intimità del tutto nuovo. Le mura domestiche si tramutano in un nido accogliente da godere in completo relax, assaporando i ritmi dilatati delle feste e delle lunghe notti idealmente trascorse davanti al focolare, magari mentre la neve cade fitta. È il momento, dunque, di sprofondare sul divano, magari sorseggiando una squisita cioccolata calda, e di addentrarsi nelle magiche atmosfere che le pellicole tipicamente associate a questi giorni sono in grado di offrire. Ve ne indichiamo dieci, alternando ai classici film natalizi, una cinematografia più alternativa: buona visione!

  • Babbo bastardo (2003). Il Natale secondo i Fratelli Cohen, produttori di questa pellicola: una coppia di ladri incalliti viene ingaggiata da un centro commerciale per impersonare, rispettivamente, un elfo e Babbo Natale. Naturalmente i due non si lasciano sfuggire l’occasione di progettare un mega furto. Nel frattempo Willie, l’ubriacone del duo, riscopre i buoni sentimenti grazie a Thurman, un bambino con problemi cognitivi. Riuscirà ad evitare l’arresto e a consegnargli l’elefantino in pelouche rosa che gli ha chiesto in dono: è nata un’amicizia che cambierà profondamente entrambi. Si ride e si sorride, mentre il cinismo iniziale sfuma in dolcezza.

  • La vita è meravigliosa (1946). Tra fiaba e realtà, il dramma/commedia di Frank Capra riesce ogni volta a commuovere. “Nessun uomo è un fallimento” è il suo messaggio, e nell’incontro dell’angelo con George (James Stewart), aspirante suicida, raggiunge l’apogeo del pathos. Un’iniezione di positività che ribadisce il valore della vita e di ogni individuo sconfiggendo persino la disperazione più nera.

  • Bianco Natale (1954). Spensierato e sentimentale, questo musical squisitamente “vintage” intreccia le love story delle due coppie protagoniste al varietà natalizio che si accingono ad allestire in un grande albergo. L’iniziativa, dopo peripezie varie, sarà un trionfo: scenografie spettacolari e la magnetica presenza di Bing Crosby, che intona “White Christmas” insieme agli altri attori principali, rendono la pellicola – la prima ad essere girata in VistaVision – un vero must.

  • Una poltrona per due (1983). È ormai un cult della programmazione TV natalizia, ma l’ironia esplosiva di Eddie Murphy è un potente antidoto allo stress di corse al regalo estenuanti, sedute non stop dal parrucchiere e interminabili file al supermercato. Il district finanziario di Filadelfia fa da sfondo ad un’esilarante commedia tutta giocata sullo scambio di persona. È così che il ricchissimo Louis Winthorpe III (interpretato da un Dan Aykroyd in piena forma) e il mendicante Billy Ray Valentine (Eddie Murphy) sono coinvolti, loro malgrado, in un crudele esperimento che fa passare l’uno per l’altro. Tra gag, equivoci e battute si arriva al gran finale che riscatterà entrambi e porterà a Louis anche una storia d’amore “a sorpresa”.

  • La storia di Babbo Natale (1985). Una commedia brillante per tutti i fan di Dudley Moore: nei panni di un vecchio falegname che realizza giocattoli in legno da distribuire ogni Natale ai bimbi, riceve il “titolo” di Santa Klaus dagli elfi e riuscirà a salvare il suo assistente dalle grinfie di un industriale perfido e speculatore. Un happy end in linea con gli accenti fantasy della trama, che spazia dai ghiacci del Polo Nord ai grattacieli di New York.

  • Regalo di Natale (1986). Pupi Avati torna con una delle sue “storie di amicizia” in un film che rilancia il collaudato quartetto formato da Carlo Delle Piane, Diego Abatantuono, Gianni Cavina e Alessandro Haber. I quattro, nei panni di amici di lunga data, la sera della vigilia si incontrano per una partita a poker condizionata da sotterranee ripicche, invidie e burrascose vicende relazionali. Il finale è amaro, ma lascia la porta aperta alle riflessioni sull’essenza dei legami.

  • Labyrinth – Dove tutto è possibile (1986). A quasi un anno dalla scomparsa di David Bowie, il fantasy in cui interpreta il re dei Goblin è il film ideale per contestualizzare il suo ricordo in questo magico periodo. Lo affianca Jennifer Connelly, nel ruolo di una teen che evade dalla realtà rifugiandosi in un mondo di fiaba e che sarà costretta ad attraversare un labirinto cosparso di enigmi per ritrovare il fratellino rapito dagli gnomi. Indimenticabile il Bowie in parrucca stile criniera, densa di incanto la pellicola del regista che inventò i Muppets.

  • Nightmare before Christmas (1993). Un cult imperdibile per gli innumerevoli estimatori di Tim Burton, che lo ha concepito e prodotto. Utilizzando pupazzi in stop-motion, Burton imbastisce una trama che ruota attorno allo scontro tra il cupo mondo di Halloween e quello gioioso e scintillante del Natale: differenze inconciliabili che porteranno al rapimento di Santa Klaus pur di carpirne i segreti. Ma proprio il suo rilascio coinciderà con una nuova intesa. Mentre a mò di dono su Halloween scende (per la prima volta) la neve, i suoi abitanti abbracceranno, finalmente, lo spirito del Natale.

  • Uno sguardo dal cielo (1996). Rivedere (oltre che riascoltare, dato che interpreta tre canzoni della colonna sonora) la splendida Whitney Houston, a Natale, è un’occasione da non perdere. Questo film è proprio ambientato durante le festività: un pastore protestante risolve i problemi con la moglie (Whitney Houston, appunto) e con un predatore edilizio grazie all’intervento di un angelo con le fattezze perfette di Denzel Washington. Una pellicola romantica, intensa e ad alto tasso di “Christmas mood”.

  • Eyes Wide Shut (1999). L’ultimo film di Stanley Kubrick, celebrato e analizzato fino allo spasmo, è completamente immerso in una suggestiva – quanto emblematica – atmosfera natalizia. Addobbi, alberi di Natale e luci multicolor sono ricorrenti nel lungo viaggio notturno di Bill, un ricco medico che si inoltra alla scoperta del doppio volto del reale. Tra ambiguità e squarci onirici, sarà sua moglie Alice ad approdare ad una presa di coscienza: il finale è storia. Un’occasione per riammirare la coppia Cruise-Kidman in quello che rimane il capolavoro a tinte oscure di Kubrick.


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