Green

100 fontane: una buona notizia per il diritto all’accesso di acqua potabile

Alessandra Buscemi
27 gennaio 2017

burundi-60

Sono stimate essere 1.6 miliardi le persone che ad oggi non hanno accesso all’acqua potabile. Per dare un’idea del consumo sbilanciato esistente nel mondo, diciamo che circa l’85% di acqua viene consumato da meno del 15% della popolazione mondiale. Nel 2010 l’ONU ha approvato una risoluzione che riconosce l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari come diritti umani fondamentali: nell’impegno diffuso a un consumo più consapevole di acqua e a creare un più facile accesso all’oro blu l’impegno di imprenditori e aziende è fondamentale.
Fantini, azienda leader di design Made in Italy, ha ideato il progetto “100 Fontane, Fantini for Africa”, per l’esattezza in Burundi, uno dei Paesi più poveri del pianeta, nell’area di Masango. Abbiamo chiesto a Daniela Fantini, amministratore delegato dell’azienda, di raccontarci meglio il progetto.

burundi-200447

Come nasce la sensibilità e l’impegno aziendale nei confronti delle tematiche di responsabilità sociale?
Lavoro quotidianamente intorno al tema dell’acqua, alle forme che ne definiscono i contorni – per quanto possibile -, per cui  mi viene spontaneo  prestare attenzione a tutte le declinazioni che la fonte primaria di vita assume. L’acqua è il fil rouge che lega i nostri progetti di corporate social responsability, della nostra produzione e del nostro fare quotidiano. Quindi siamo perfettamente in tema e felici di poter contribuire a diffondere anche  temi sociali, dal momento che il diritto all’acqua è purtroppo talvolta negato.

100 Fontane Fantini for Africa è un progetto lanciato nel 2012, perché è nato e quali sono i suoi obiettivi?
Sono stata coinvolta dapprima personalmente in un’ iniziativa umanitaria a Masango, in Burundi: un’azione di volontariato all’interno di un vasto progetto che il Rotary Club Orta San Giulio sta conducendo da anni in quella regione. A questa mia esperienza personale è seguito il coinvolgimento dell’azienda. Abbiamo presentato il progetto a settembre 2012, in Italia e negli USA, abbinando un’operazione commerciale per contribuire a finanziare la costruzione delle fontane: gli utili della vendita della nostra serie icona I Balocchi, che abbiamo rieditato con piccole modifiche e nuovi colori, sono stati destinati ad aumentare il numero delle 100 fontane che avevamo deciso di costruire. Abbiamo ottenuto una forte adesione da parte delle persone che lavorano con l’azienda e dei nostri clienti che con grande generosità hanno condiviso il nostro impegno. Alla fine le fontane costruite sono state 130 e numerose le donazioni extra che hanno permesso, nonostante le difficoltà logistiche,  di realizzare tutto in soli due anni.

 

Oggi, a distanza di 4 anni dal debutto dell’iniziativa in Burundi, siete già in grado di fare un bilancio dei benefici che avete apportato?
Abbiamo ottenuto l’esito stabilito. Anzi, siamo andati oltre le 100 fontane. Abbiamo iniziato i lavori a fine 2012 e completato l’acquedotto a  fine 2014:  abbiamo costruito 12 fonti di captage dell’acqua direttamente nella roccia, 27 chilometri di acquedotto e 130 fontane, cioè punti di raccolta dell’acqua potabile, a una distanza massima di dieci minuti  a piedi dalle case, contro le due ore e più che prima  ci volevano per andare a prendere l’acqua, spesso inquinata,  attraverso sentieri impervi: il lavoro spettava soprattutto ai bambini che ora possono frequentare la scuola.
Aggiungo che non si tratta, quindi,  soltanto di aver portato l’acqua pulita alla gente di Masango, ma di aver fatto un investimento sul loro futuro, per migliorare a lungo termine le loro generali condizioni di vita. Nell’immediato, con l’acqua pulita  a disposizione di un’utenza di circa 25.000 persone, migliorano le loro condizioni igieniche e diminuiscono sensibilmente le infezioni gastrointestinali.

13366_921464727896767_5177552305877980931_n

Qual è il futuro del progetto? avete già in mente qualche ulteriore iniziativa per aiutare i Paesi con scarsità di acqua e promuovere l’uso consapevole di questa risorsa?
Assolto il problema di base dell’acqua, si apre un vasto scenario di interventi possibili per realizzare l’obiettivo di creare un futuro migliore per la gente di Masango. Le  grandi aree tematiche di riferimento su cui costruire gli interventi futuri sono: l’agricoltura, la sanità, la formazione. Per l’agricoltura, ad esempio, sono stati individuati  quali possibili temi da sviluppare: l’analisi delle carenze nutrizionali con un esperto; gli  studi per coltivazioni alternative con un esperto agronomo; la formazione per insegnare alle donne coltivazioni alternative. Sul tema della sanità: l’educazione igienica e sanitaria alle donne e alle coppia; incrementare assistenza ginecologica continuativa. Nel campo della formazione: avviare uno studio di materiali e tecniche locali per implementare l’artigianato locale; realizzare corsi professionali di attività come  falegnameria e manufatti tessili. La falegnameria è il primo progetto che partirà a breve e che stiamo già  facendo conoscere  attraverso iniziative di crowdfunding.


Potrebbe interessarti anche