1000 modi per morire

Marica Cammaroto
22 ottobre 2013

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No, il titolo non ci sta istigando al suicidio, semplicemente ci suggerisce che spesso piccole disattenzioni nella vita di tutti i giorni possono risultare fatali.
Se siete amanti dell’umorismo nero, 1000 modi per morire è il programma che fa per voi: la trasmissione ricostruisce delle morti insolite o particolarmente violente, avvenute in giro per il mondo, che vengono analizzate da esperti scientifici di fama internazionale.
Dal padre coreano che muore soffocato da un polpo vivo durante la cena col fidanzato della figlia, al traditore seriale punto dal ragno delle banane, che si accoppia fino a morire di arresto cardiaco: le morti seguono le modalità più disparate e bizzarre. Ovviamente l’approccio alla narrazione degli eventi spesso è caratterizzato da un’ampia spettacolarizzazione di certi dettagli e le situazioni vengono modificate per assumere un più alto grado di intrattenimento.

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Il tono della narrazione però, è sempre comico o comunque ironico e volente o nolente fa dimenticare che magari le persone decedute erano reali, con famiglia e figli a carico. Molte sono state le critiche che hanno accompagnato la trasmissione in Italia, prima fra tutti quella del critico televisivo Mirella Poggialini che ha notato come il programma “presenti come curiosità dei fatti raccapriccianti”. Anche per questo il programma qui in Italia è trasmesso su DMAX in seconda serata per salvaguardare i più giovani e i più sensibili. A voi l’ardua sentenza.

Marica Cammaroto