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Design

11 opere di Zaha Hadid che hanno lasciato il segno nell’architettura mondiale

Luca Medici
6 aprile 2016

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Il 31 marzo 2016 resterà una data indelebile e di lutto per il modo dell’architettura, la morte di Zaha Hadid a Miami lascia un vuoto che difficilmente potrà essere colmato. Nel 2004 è stata la prima donna a ricevere il Premio Pritzker, il più alto riconoscimento per un architetto, equivalente a un Premio Nobel. I suoi edifici dalle forme curve e potenti nelle loro strutture le hanno conferito anche il Premio Stirling nel 2010 e nel 2011. Nel 2010 il TIME l’ha inclusa nell’elenco delle 100 personalità più influenti al mondo e nel 2013 lo Studio Hadid Architects contava ben 246 architetti dipendenti. 246 persone che, grazie alle grandi capacità di Zaha, hanno saputo creare opere che hanno lasciato il segno nel mondo dell’architettura mondiale. Nel 2007 ha progettato il divano Moon System per B6B Italia e nel 2008 ha disegnato una collezione di scarpe per Lacoste, ma ha anche progettato rubinetterie e altri oggetti di design.
La sua visione è stata una danza nelle dimensioni dello spazio, hanno scritto di lei. Centinaia le opere in tutto il mondo di questo architetto visionario, capace di coniugare la maestosità architettonica con lineamenti fluidi come lo scorrere dell’acqua.

  • Tra le opere di Zaha Hadid definite concettuali troviamo la Cardiff Bay Opera House (1995 – Cardiff, Galles), un’opera dal design accattivante, sulla baia di Cardiff, caratterizzata da edifici singoli, ma che fanno parte di uno stesso ambizioso progetto. La loro caratteristica è quella di possedere delle superfici tese e sviluppate verso il mare, per creare un effetto specchiato sulla superficie dell’acqua, quasi a creare una doppia anima dell’edificio stesso.

  • Concettuale anche la Price Tower (2002 – Bartlesville, Oklahoma), un edificio che solo apparentemente si discosta dallo stile inconfondibile di Zaha, ma che in realtà è caratterizzato da linee severe solo nell’apparenza. L’incrocio di elementi tesi, di materiali diversi, abbinati a volumi più rigorosi, fanno di questa torre, voluta dalla società Price per creare il loro “Arts Center”, un modello unico nel suo genere.

  • Il Millennium Dome (1999 – Londra) si ispira alla complessità strutturale della mente umana: accorpa in un’unica struttura volumi differenti, ma che compongono una superficie continua che permette di percepire lo spazio in modo fluido, sintetizzando lo spirito creativo tipico di Zaha.

  • Il BMW Central Building (2005 – Lipsia, Germania) è un edificio creato per la nota casa automobilistica. La struttura grezza in cemento armato, caratterizzata da quattro pilastri sottili inclinati, sorregge una struttura allungata e slanciata rivestita in materiale metallico e vetro. La struttura funge da collegamento fra due edifici preesistenti, armonizzando questa unione con le tipiche forme sinuose, ma decise tipiche dello stile Hadid.

  • Il Burnham Pavillon (2009 – Chicago, Stati Uniti) è un tipico esempio di padiglione espositivo e per eventi, ispirato alle forme sinuose che in natura caratterizzano le conchiglie. Le tipiche nervature e la superficie riflettente donano leggerezza all’insieme, ma allo stesso tempo creano un effetto “solido”, quasi a definire questa struttura in modo indistruttibile.

  • Il Sheikh Zayed Bridge (2010 – Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti) è un tipico esempio di come le forme sinuose tipiche delle opere architettoniche di Zaha possano essere adattate anche a un ponte. Le onde del mare hanno dato il via ad un progetto molto ambizioso, unico nel suo genere, dove le tipiche statiche campate dei ponti sono state sostituite da leggere “onde” di cemento senza interruzioni. Un unico elemento sinuoso, caratterizzato da diverse altezze (studiate per sopportare i carichi elevati che un ponte deve sostenere), percorre tutta la lunghezza del ponte da sponda a sponda… l’effetto notturno con l’apposita illuminazione è veramente suggestivo.

  • La Guangzhou Opera House (2010 – Canton, Cina) è forse una delle opere di maggiore successo di Zaha. In essa sono contenute tutte le peculiarità che in tanti anni di successi abbiamo visto nelle maggiori opere dell’architetto. Non si riesce a definire se questa struttura sia più belle fuori oppure dentro. Tutte le linee sono intersecate fra loro in modo armonico e non definito, l’occhio non ha punti di riferimento, l’insieme risulta essere un unico grande contenitore costellato da mille luci. L’acustica è perfetta, i colori semplici e caldi: è come essere racchiusi in un caldo guscio protettivo.

  • La funicolare Hungerburgbahn (2007 – Innsbruck, Austria) è un altro esempio di come siano stati sapientemente utilizzati materiali “forti” come il cemento armato e materiali di rivestimento più leggeri e lucenti, adatti per riflettere le montagne circostanti.

  • Possiamo invece definire il Mobile Art Pavillon per Chanel (2006-2008 a Tokyo, Hong Kong, New York, Londra, Parigi e Mosca) un progetto mondiale. La casa di moda Chanel ha commissionato un progetto unico, ma che doveva essere ripetuto nelle più importanti città del mondo. Da questa richiesta è nata una struttura morbida e sinuosa, che all’interno riflette esattamente gli stessi volumi e forme dell’esterno. L’acciaio e il vetro si fondono insieme, quasi a comporre un unico nuovo materiale, mentre l’apposita illuminazione dona magnifici effetti illusionistici durante le ore notturne.

  • Anche l’Italia ha saputo apprezzare il suo stile, infatti il Museo Nazionale delle Arti MAXXI, inaugurato a Roma il 28 maggio 2010, porta la firma inconfondibile di Zaha, che ha seguito in ogni istante la progettazione e la realizzazione di questo immenso spazio culturale.

  • Ma Zaha ha lasciato il suo inconfondibile segno anche a Milano. La nostra città infatti si è arricchita di un nuovo quartiere, Citylife (ex Fiera Campionaria), che accoglie le sinuose residenze progettate da Zaha Hadid e la nuova Torre Hadid, ancora in costruzione e già soprannominata “lo storto”, per via del suo andamento tortile. La torre Hadid sarà alta 175 metri per 40 piani e andrà a “firmare” lo skyline meneghino con l’inconfondibile design dinamico che Zaha ha voluto imprimere con un movimento di torsione mai visto prima nella nostra città.

 

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