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Letteratura

Giallo africano: la decima indagine di Mma Ramotswe

staff
12 febbraio 2012


È opinione comune che l’intuito e la curiosità siano delle caratteristiche squisitamente femminili. Nessuno ne ha mai fatto mistero, eppure capita raramente di vedere queste qualità incarnate da una figura di donna che non venga raffigurata come una pettegola o un’intrigante. Fa sempre piacere, allora, scoprire una signora della letteratura che non solo ha occhi e fiuto per la verità, ma è anche sveglia, discreta e molto saggia.
Non stiamo certo parlando di Miss Marple, ma di una sua collega più giovane, l’investigatrice privata africana Precious Ramotswe. Nata nel 1998 dalla penna dello scrittore afro-britannico Alexander McCall Smith, la serie che vede come protagonista la titolare della Ladies’ Detective Agency N.1 è giunta al suo decimo capitolo, pubblicato in Italia da Guanda col titolo “Utili consigli per il buon investigatore”.
La corpulenta – o meglio, “di corporatura tradizionale” – e serafica investigatrice, la prima di tutto il Botswana, torna ad occuparsi insieme alla sua irrequieta assistente Grace Makutsi di quei piccoli casi che l’hanno resa un personaggio amato in tutta Europa e negli States. Questa volta Mma Ramotswe dovrà cimentarsi con un’eredità da consegnare a un uomo sconosciuto e una coppia di amici in crisi matrimoniale, tra accuse di infedeltà e menzogne malcelate, destreggiandosi nel frattempo con un’affascinante truffatrice e le schermaglie familiari di cui è vittima la signorina Makutsi.
Niente adrenalina né ritmi pulp, per le avventure della signora Ramotswe. Il giallo nasce, cresce e si spegne in tutta naturalezza, in un’atmosfera languida e silenziosa in cui il tempo stesso sembra scorrere diversamente, rallentando la propria corsa per ammirare un tramonto africano.
Precious Ramotswe, che non rinuncia mai alla gentilezza e alla comprensione senza per questo essere meno rigorosa e tenace, non ha dalla sua parte solo uno straordinario acume. La tradizione stessa del Botswana vive in lei continuamente, nelle sue riflessioni solitarie che cercano di inquadrare il cammino di un Paese che si muove velocemente verso un miglioramento cercando di non perdere la propria identità. E allora, quelli che la saggia Mma africana segue e cerca di impartire mentre sorseggia il suo tè rosso non sono soltanto “utili consigli per il buon investigatore”, ma insegnamenti preziosi per chiunque voglia capire il mondo e gli esseri umani, senza mai giudicarli. Un continuo sforzo di comprensione e compassione, uno spirito di apertura disinteressata al prossimo saldamente radicato nel Botswana di Alexander McCall Smith.

 

Maria Stella Gariboldi


“Utili consigli per il buon investigatore” di Alexander McCall Smith, traduzione di Serena Bertetto, Guanda, pp.256


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