Interviste

1932/2012- Pierre Mantoux, 80 anni di eccellenza per le donne

Enrica Governi
29 gennaio 2013

Pierre Mantoux, marchio del lusso specializzato in maglieria, calzetteria, costumi da bagno, e lingerie, l’anno scorso ha compiuto i suoi primi 80 anni. L’azienda è giunta alla quarta generazione: un bel traguardo, soprattutto in questi tempi di crisi economica mondiale. Abbiamo intervistato Patrizia Giangrossi, amministratore unico ed erede della famiglia, al timone dell’azienda con le figlie Costanza e Chiara Ferraris.

Avete mai avuto divergenza di opinioni nel condurre l’impresa? Le decisioni importanti chi le prende?
In una materia così volatile come la moda, le diversità di punti di vista sono frequenti. Ma le riunioni servono a confrontare i diversi punti di vista e ad arrivare ad una soluzione condivisa.

Cosa significa essere una family company? Siete soddisfatti dei risultati ottenuti e del lavoro svolto fino a qui?
Essere un family brand significa concretamente sentirsi responsabili verso il commercio, i distributori, le consumatrici finali. Significa essere personalmente i custodi e i garanti della qualità e della soddisfazione del cliente.

Che peso ha, oggi, in termini di impegno e dedizione, essere uno  dei più noti brand che veste da 80 anni le gambe delle donne?
L’impegno e la dedizioni sono costanti, con un’attenzione rigorosa alla qualità, poiché ogni singolo prodotto Pierre Mantoux deve rispettare gli standard produttivi più elevati.

Che dimensioni ha la vostra azienda? Sono importanti per voi le risorse umane, e la responsabilità sociale?
L’azienda ha un organico di dipendenti molto leggero, con una trentina di persone nella sede centrale. Inoltre la produzione è concentrata nel distretto di Castelgoffredo, con macchine aziendali affidate in comodato d’uso a lavoratori specializzati.
La forza vendita conta due dozzine di agenti in Italia. All’estero l’azienda è presente con agenti o distributori in 33 paesi. Le risorse umane e il marchio sono il patrimonio aziendale più importante: le persone, perché da loro dipende la qualità delle proposte offerte sul mercato, e il marchio perché è il frutto di ottant’anni di lavoro.

Il vostro core-business sono le calze di alto di gamma: cosa vi ha indotto a diversificare, ad un certo punto passando alla maglieria, e ai costumi da bagno luxury anche per donne “formose”?
Le calze restano il Core business dell’azienda. Ma le nuove merceologie complementari alla calzetteria sono altrettanto importanti e indispensabili almeno per due ragioni: innanzitutto contribuiscono a destagionalizzare il business, poiché il consumo dei collant è prevalentemente concentrato sull’autunno/inverno; ed inoltre, contribuiscono a ripartire il rischio sui mercati e canali distributivi differenti.

Ci racconti della nuova linea di collant realizzata con la speciale Lycra Exceptionelle hosiery, e di eventuali altre novità in campo...
I nuovi articoli Pierre Mantoux, Forus & Curves, combinano eleganza e comodità, anche per le consumatrici dalle forme generose. La versatilità si adatta a tutte le diverse esigenze grazie a Lycra Exceptionelle, che ha un’elasticità quattro volte superiore a qualunque altro elastomero.
Tra le altre novità Pierre Mantoux si segnalano: Superslim, per vestire una taglia in meno; Repos&Massage, per il massimo comfort; Intense Support, sostegno ideale per chi sta spesso in piedi; Anticell, coadiuvante anti-cellulite.

Avete risentito della crisi economica mondiale? E in questo, il made in Italy aiuta?
La crisi economica mondiale fa sentire i suoi effetti, cerchiamo di combatterli proponendo al mercato novità che abbinino l’eleganza con la soluzione dei problemi. In questo contesto, il Made in Italy è un veicolo importante per ottenere riconoscimenti distributivi all’estero, ove il buon gusto e la moda italiana costituiscono un costante riferimento.

Come guardate al futuro? L’Italia, a vostro parere, ce la farà ad uscire dalla crisi economica che ci attanaglia?
Da imprenditori non possiamo che guardare al futuro con un approccio positivo: significa non ignorare i problemi e la difficoltà, ma lavorare costantemente per superarli. Il sistema paese non aiuta, ma dobbiamo lavorare anche per migliorarlo, per quanto possibile.

Dove distribuite? Quanti monomarca avete Italia ed estero?
Distribuiamo in 450 Boutique multimarca in Italia e in 33 paesi all’Estero. Abbiamo due negozi monomarca in Italia e quattro in Cina.

Fatturato 2012?
Le vendite del 2012
si chiuderanno con un risultato di circa 15 milioni di valore, prezzo al pubblico.

Progetti futuri?
Il primo progetto futuro è curare l’integrazione tra Pierre Mantoux e la recente acquisizione del marchio Baci Rubati e di perseguire tutte le possibili sinergie all’interno dell’azienda.

Intervista esclusiva di Enrica Governi


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