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Psicologia

2 miti da sfatare sulla meditazione

Lucia Giovannini
15 maggio 2015

Lucia Giovannini

Nel precedente post dedicato alla meditazione, abbiamo visto quali sono i due errori da non fare quando meditiamo.
Pensare che questa pratica serva  principalmente a calmare la mente o togliere voce ai pensieri che la affollano per lasciare spazio alla pace e al sollievo del silenzio, è una trappola che non ci permette di scoprire il vero potenziale della meditazione.
In questa seconda puntata, scopriamo insieme quali sono due miti da sfatare sulla meditazione!

Mito#1: La calma e la pace
Se vi chiedessi quali sono i benefici della meditazione per la nostra salute mentale ed emotiva, cosa rispondereste?
Molto spesso, ci vengono in mente sensazioni di calma, pace e relax, tutte emozioni che possiamo anche provare, ma che non sono il vero dono della meditazione. Limitarsi a queste sensazioni, infatti, significa non accedere al vasto potenziale della meditazione. C’è molto molto di più!
La meditazione ci rende stabili ed emotivamente saldi di fronte al cambiamento e questo è molto più importante e significativo di qualsiasi sensazione di pace temporanea e superficiale. È qualcosa di più profondo e duraturo ed è la vera libertà della meditazione.
Immagina di avere una rete di protezione emotiva per qualsiasi evento che possa capitarti nella vita, anche quello più brutto che tu possa immaginare. Sarebbe rassicurante, vero?
Bene, questo è proprio ciò che la meditazione ti consente di raggiungere, un sentimento di amore incondizionato e immutabile a prescindere dalle condizioni esterne.

Mito#2: La mente silenziosa
Obiettivo della meditazione non è zittire la mente e scacciare via tutti i pensieri che la affollano.
Anche se ci riuscissimo mentre meditiamo, una volta tornati a uno stato di coscienza, saremmo ancora in balia di questi pensieri ricorrenti. Meditare vuol dire accogliere quei pensieri, non giudicarli, ma limitarsi ad osservarli.
Ciò che ci dà risultati non è provare la sensazione di calma, ma imparare come fare per disconnettere la mente anche quando è molto attiva e stimolata.
Questa è il grande potere della meditazione: non essere schiava/o della tua mente indipendentemente da quello che sta succedendo, essere quasi indifferenti alla scimmietta dispettosa che salta da un ramo all’altro, essere al sicuro anche in mezzo alla tempesta emotiva. La meditazione è la base per la stabilità emotiva e ci dà l’abilità di distinguere e selezionare i pensieri che vale la pena ascoltare e quelli che sono solo un rumore di sottofondo o delle distrazioni.
Come scrivo in Libera la Tua Vita, quando ci troviamo ad affrontare la tempesta, invece che lottare per cercare di controllare pensieri, stati d’animo ed emozioni, limitiamoci ad osservarli, proprio come facciamo quando meditiamo. Prendiamo nota che ci sono. Semplicemente accettiamoli. “Okay ora ho paura, okay ora provo rabbia, vedo delle nuvole scure all’orizzonte, possibile tempesta emotiva in arrivo”. Il segreto è non giudicarli, non immaginare che sarà così per sempre. Osserviamo, non controlliamo. Se nel momento in cui l’onda emotiva ci investe riusciamo per un attimo a rallentare i pensieri e a osservarci, noteremo che le emozioni, paura inclusa, nascono, arrivano all’apice e poi, se smettiamo di alimentarle, si placano da sole.
Avere il coraggio di lasciare che questo processo avvenga è da sempre una caratteristica dei guerrieri spirituali di tutte le tradizioni.
Il codardo fa di tutto per cacciare emozioni come paura, ansia, agitazione. Il guerriero permette che queste emozioni lo attraversino e si dissolvano. E si tuffa sotto l’onda.

Tu da che parte vuoi stare?

A cura di Barbara Micheletto Spadini


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