Cinema

“200 cigarettes” (1999) di Risa Bramon Garcia

staff
23 marzo 2012

L’insonnia, si sa, è una brutta bestia, ma proprio durante i buchi di programmazione a tarda notte si incappa in piccole chicche cinematografiche bistrattate dalla critica e ignorate dal pubblico, ma tuttavia interessanti.
”200 cigarettes”  fa parte di questa categoria. Prodotto da Mtv e uscito nelle sale nel 1999, “200 cigarettes” è una scalcinata commedia corale ambientata in una New York di fine ’81, dove una serie  di personaggi uno più stralunato dell’altro temporeggiano prima di andare ad un party per festeggiare l’ultimo dell’anno.
Un cast curiosamente  ricco di celebrità più o meno di spicco come Courtney Love, Christina Ricci, Paul Rudd, Ben Affleck, Casey Affleck, Dave Chappelle, Janeane Garofalo, Kate Hudson e con un divertente cameo di Elvis Costello.
Il film è folle e disordinato come le personalità dei suoi personaggi, tutti diretti alla stessa festa, ma intenti a perdere tempo – sarebbe “cool” arrivare per primi -, il tutto intramezzato dalla crisi nevrotica della padrona di casa, ossessionata dal fallimento della sua festa.
“200 cigarettes” è un bizzarro viaggio alla scoperta della Grande Mela in una delle notti che la rappresentano di più: l’ultimo dell’anno. In più la potenza kitch legata al nome degli anni ottanta (specialmente se visti con occhi più vecchi di un decennio) conferisce all’intero film una serie di situazioni, cromie e immagini variopinte e surreali.
Sebbene ci siano delle pecche strutturali, il film è tutto sommato godibile e le gag sono spassose e ben riuscite, i personaggi delineati ad hoc e coinvolgenti, pur avendo ognuno poco tempo riservato a sé stesso.
Perfino la recitazione canina e il volto inespressivo di Ben Affleck riescono a non smorzare il clima di ilarità creato dagli altri attori (tra i quali sorprendentemente non stona Courtney Love, che dà un’interpretazione piacevole – parte del merito va all’esilarante controparte Paul Rudd).
Guardando “200 cigarettes” non si possono non riconoscere alcuni accorgimenti che di sicuro suoneranno familiari, come il mostrare il prima e il dopo della festa, ma non la festa in sé, e certamente il finale che ci dà un’idea di cosa è successo durante il party grazie a una serie di fotografie (polaroid per la precisione), precedendo in questo di ben dieci anni “Una notte da leoni”.

 

Giustino De Blasio


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