Fashion

3, 5, 8, 12… a te la scelta!

staff
14 novembre 2011


Simboli di eleganza e charme, ma anche dolorose da indossare – e nonostante il male vengono sempre perdonate. Odiate ferocemente, amate alla follia. E poi c’è chi ne fa una vera e propria malattia. Sono loro: le scarpe col tacco, indiscutibilmente l’accessorio femminile per eccellenza.
L’esatto inizio della storia delle scarpe è difficile da determinare, ma non è da escludere che già in epoca preistorica venissero realizzati i primi modelli di calzature. Quel che è certo, è che bisogna aspettare il VII Secolo per vedere in Europa le prime scarpe coi tacchi alti; queste furono portate in auge dal Re Sole e inizialmente erano indossate sia dalle donne che dagli uomini, indistintamente. Fu solo con il ‘900 che si impose per la donna una calzatura diversa a seconda delle necessità.
3, 8, 10, 12, 15 centimetri, ecco alcune delle misure possibili per il tacco: c’è chi pensa che ” più sono alte e più sono belle” e chi invece – anche per ragioni di comodità – preferisce un tacco moderato o appena pronunciato. Sta di fatto che i tacchi slanciano le gambe, valorizzano le forme femminili nella loro sinuosità e sono delle vere armi di seduzione. Elementi di comunicazione femminile, le scarpe rispecchiano l’animo, la personalità e l’umore di chi le indossa.
Negli ultimi anni, poi, grazie anche al reinserimento del plateau, è stato possibile renderle delle vere e proprie opere d’arte. Non più semplici accessori ma creazioni d’artista, come dimostrano le decolletè di Camilla Skovgaard e soprattutto le zeppe di Alain Quilici, che ricordano la forma di una struttura architettonica.
Tradizionale ma allo stesso tempo innovativo l’uso della pelliccia nelle calzature invernali, riscontrabile nelle polacchine proposte da Gucci e Ash.
Dolce&Gabbana, Charlotte Olympia, Anastasia Bice e Louboutin puntano invece sull’animalier.
Nicolas Kirkwood, Viktor & Rolf, Dsquared sul doppio colore, mentre Casadei e Lila Castellaneta utilizzano borchie, pitone e pietre sul tacco per creare un effetto mosaico.
E allora ognuna scelga pure il modello e soprattutto il numero di centimetri su cui vorrà transitare per questo inverno. Resta il fatto che, come diceva la mitica Marylin Monroe con la sua voce flautata, “io non so chi abbia inventato i tacchi alti, ma tutte le donne devono loro molto”.

 

Stefania Riba


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