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“Vitino da vespa”… moda o semplice costrizione?

staff
6 maggio 2011


Sicuramente molti di voi avranno notato il vitino da vespa di Kate Middleton, il giorno delle sue nozze reali.
Palesemente accentuato da un improvviso dimagrimento della Duchessa di Cambridge per via dello stress pre-nozze, il girovita della giovane era degno di quello della Principessa Sissi e di quello di Grace Kelly. Questa loro caratteristica, evidenziata da abiti stretti, è stata per secoli motivo di vanto per molte donne che costringevano il proprio corpo in bustini e corsetti estremamente rigidi, con la speranza di plasmare le proprie forme per apparire più sottili, eleganti ed appetibili agli occhi degli uomini. Il vitino da vespa ha da sempre rappresentato, infatti, una caratteristica femminile ad alto contenuto erotico: non per nulla ancora oggi nelle “divise sadomaso” oltre a stivali di pelle lucida dal tacco vertiginoso, ci sono ancora bustini e corpetti che evidenziano le curve femminili spingendo il seno verso l’alto. Moda nell’Ottocento, il corsetto venne abolito definitivamente dopo lo scoppio della prima guerra mondiale. Per via della presenza massiccia di uomini al fronte, il ruolo della donna ebbe modo di trasformarsi, evolvendosi. Il conflitto rappresentò in realtà anche un motivo per l’emancipazione femminile. Fino a quel momento solo madri di famiglia, esse dovettero iniziare a lavorare in prima persona per soddisfare le ovvie esigenze della prole e per questo furono costrette ad abbandonare il corsetto che impediva loro di muoversi. Anche la crinolina, infatti, scomparve visto che, con le sue ampie circonferenze, ostacolava i movimenti delle donne. Gli abiti da lavoro le mascolinizzarono ancora di più, al punto tale che nel 1900 nella Galleria di Milano ne comparvero per la prima volta due, che facendosi anche portatrici di istanze futuriste, indossavano pantaloni. Sarà Coco Chanel poi, ad imprimere definitivamente alla moda linee più geometriche facendo emergere il profilo della forma del corpo femminile, libero da costrizioni. Tutta questa digressione storica per dirvi come, invece, nel 2011 ci siano ancora donne ostinate che fanno della moda una tortura e una disumana costrizione fisica, indossando per decenni improponibili corsetti dal giro cita di 40 centimetri, pur di vedersi belle! Questo è il mio personalissimo parere, effettivamente potreste obbiettare che anche chi si riempie il corpo di piercing e tatuaggi esagera, ma nel caso dei bustini i problemi collegati ad un loro utilizzo sconsiderato si fanno seri. Esempio vivente ed emblematico, visto che detiene il record mondiale di donna dalla vitino più sottile, è Chatie Jung. Guardarla a me fa paura perché mi dà l’impressione che si stia per spezzare in due da un momento all’altro. Vi racconto brevemente la sua storia. Questa donna, tra l’altro anche affascinante, indossa da 15 anni bustini 24 ore su 24, in ogni circostanza della sua vita, per intenderci, anche sotto la doccia! I rischi medici sono molti poichè avere una vita di 38 cm ed essere alti un metro e sessanta può portare alcuni organi interni ad abbandonare la propria naturale posizione. Cathie dice di aver iniziato con un bustino di 70 cm e ne possiede a centinaia che si fa, ovviamente, creare su misura diminuendone progressivamente la circonferenza. E pensare che io non sopporto di aver addosso il reggiseno ed è la prima cosa di cui mi disfo appena entro in casa, questa invece indossa corsetti da una vita, sempre, ad ogni ora del giorno e della notte! Per me è incomprensibile! Il marito, ironia della sorte MEDICO ORTOPEDICO, rassicura che Cathie non ha mai sofferto di gravi patologie e che la sua spina dorsale è perfettamente dritta. Dice che solo le ultime due costole con il passare degli anni si siano un po’ modificate, ma cosa vuoi che significhino due costole in confronto ad una silhouette da clessidra? Nulla, ovviamente. Io a fronte di tutto ciò, continuo a restare fiera della mia vita da 70 cm (e sì, per l’occasione, l’ho misurata!). Non saranno 38, ma a me va bene lo stesso! Tutta questa storia (limite) per dimostrarvi come l’esagerazione non porti a nulla anche nel campo della moda e se “in medio stat virtus”, un motivo ci sarà!

 

St.efania

 

Ps: vi immagino già tutte con il centimetro in mano!