Fotografia

5 foto per un’estate d’autore

Alberto Pelucco
19 agosto 2015

Se in vacanza vi annoiate di bagni di sole (e d’acqua), letture sotto l’ombrellone e relax completo, ecco 5 foto d’autore che potrebbero suggerire un cambio di rotta.

Pennie Smith, Paul Simonon distrugge appassionatamente il suo basso. ©   Pennie Smith, Il Palladium, NY, 1979

Pennie Smith, Paul Simonon distrugge appassionatamente il suo basso. © Pennie Smith, Il Palladium, NY, 1979

Estate significa musica e trasgressione, come quelle che trasudano dal celeberrimo scatto di Pennie Smith. In una New York che brucia sotto le note trasgressive del Punk inglese, il 21 settembre 1979, al Palladium, sono di scena i Clash. La fotografa londinese, classe 1949, cattura il musicista Paul Simonon mentre se la prende con il suo basso. Nonostante lo spavento, Pennie non perde il sangue freddo per scattare una foto storica, in seguito divenuta la copertina del successivo LP del gruppo (“London Calling”).

Stanislav Tereba, Il portiere dello Sparta Praha Miroslav Čtvrtníček   batte un calcio durante una partita contro il Červená Hvězda   Bratislava nello stadio Letná.  © Stanislav Tereba, Praha, 1958

Stanislav Tereba, Il portiere dello Sparta Praha Miroslav Čtvrtníček
batte un calcio durante una partita contro il Červená Hvězda
Bratislava nello stadio Letná.
© Stanislav Tereba, Praha, 1958

E che dire dello sport all’aria aperta? Magari di una partita di calcio, come quella immortalata da  Stanislav Tereba. Nato nel 1938 a Praga, Tereba, mentre i suoi colleghi giornalisti erano alla ricerca di una tettoia per ripararsi, sfidava la pioggia battente per scattare questa foto che gli varrà il premio World Press Photo of the Year nell’edizione del 1958. Tereba, allora appena 20enne, era un reporter alle prime armi, che grazie anche a questa immagine divenne un fotografo professionista.

Mogens von Haven, Un concorrente cade dalla sua moto durante il   Campionato del Mondo Motocross presso il campo di gara Volk Mølle.  ©  Mogens von Haven, Randers, Danimarca, 1955

Mogens von Haven, Un concorrente cade dalla sua moto durante il
Campionato del Mondo Motocross presso il campo di gara Volk Mølle.
© Mogens von Haven, Randers, Danimarca, 1955

Se non il calcio, il motociclismo. Vincitrice anch’essa del premio World Press Photo of the Year, ma del 1955, la foto rappresenta una spettacolare caduta durante una gara di motocross. Mogens von Haven, il fotografo danese che l’ha scattata, era un esperto fotoreporter sportivo. Rispetto a oggi, negli anni ’50 i reporter potevano scegliere più facilmente la posizione migliore per uno scatto. Per contro, le macchine fotografiche non erano automatiche (e neppure digitali): trovare tempo di posa ed esposizione corrette non era operazione semplice ed istantanea.

Ruth Orkin, Ragazza americana in Italia  © Ruth Orkin Photo   Archive/Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York, Firenze, 1951

Ruth Orkin, Ragazza americana in Italia
© Ruth Orkin Photo
Archive/Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York, Firenze, 1951

E per chi non può permettersi nulla di tutto questo, ricordate: in Italia possediamo il più ricco e completo patrimonio artistico del mondo e anche le città storiche meritano la nostra attenzione. Come quella di Ninalee “Jinx Allen” Craig, studentessa americana ventitreenne, che nel 1951 lasciò il suo lavoro a New York per intraprendere un tour europeo. Conosciuta in una pensione locale la fotografa americana Ruth Orkin, le due decisero di realizzare un servizio fotografico su una ragazza americana in viaggio, fotografando Ninalee in giro per Firenze, tra piazze e monumenti, con il nome di fantasia “Jinx Allen”.
La foto non fu posata: Orkin semplicemente le chiese di tornare indietro e di ripetere la camminata; un racconto che ritorna spesso in questo genere di ricordi. Il giovanotto in Lambretta era il rampollo di una famiglia bene, che non rinunciò, anche in vecchiaia, a definirsi un playboy. Uno dei personaggi maschili, colpevole di un gesto troppo esplicito, fu punito oscurando la sua mano sinistra, mentre la destra, che tiene un ombrello, è incredibilmente bianca.

Autore ignoto, Tóth bloccato dopo l'atto vandalico. Dominio pubblico, 1972

Autore ignoto, Tóth bloccato dopo l’atto vandalico. Dominio pubblico, 1972

Parlando di monumenti, uno dei più famosi è la Pietà di Michelangelo, che il 21 maggio 1972, giorno di Pentecoste, László Tóth, 34enne geologo australiano di origini ungheresi, colpì con una mazzuola pesante circa 5 chili. Suoi bersagli furono il capo della Madonna, il volto e le braccia. La figura del Cristo rimase integra. Nel far questo, László gridò, in lingua italiana: “Cristo è risorto! Io sono il Cristo!”. Fu poi fermato dal vigile Marco Ottaggio e portato via, in salvo dall’iraconda folla. Interrogato, benché durante il vandalismo avesse dato prova di parlare l’italiano, disse di non capire le domande, affermando di saper parlare solo l’inglese. Secondo altre fonti, invece, ripeté frasi sconnesse (“Che ci sta a fare questa statua qui? Cristo sono io e sono vivo, sono il Cristo reincarnato, distruggete tutti i suoi simulacri”). Fu internato in manicomio per due anni, prima del rimpatrio. La Pietà subì dei danni molto seri, soprattutto sulla Vergine: i colpi avevano staccato una cinquantina di frammenti, spaccando il braccio sinistro e frantumando il gomito. Il naso era stato quasi distrutto, come anche le palpebre.
Il restauro fu effettuato riutilizzando i frammenti originali, oltre che un impasto a base di colla e polvere di marmo. Fortunatamente fu possibile reintegrare l’opera fedelmente. Da allora la Pietà è protetta da una speciale parete di cristallo antiproiettile.

Insomma, come vedete, ci sono tanti modi di passare il tempo, durante le vacanze… purché nessuno di essi presupponga l’andare in giro per musei con mazzuole, martelli o quant’altro.


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