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5 scooter per sconfiggere il traffico in città

Francesco Costa
13 maggio 2016

copertina

Gli scooter sono il mezzo migliore per districarsi agilmente nel traffico cittadino e dunque i migliori alleati per guadagnare tempo nei tragitti quotidiani. Abbiamo preso in considerazione soltanto i mezzi nati per un utilizzo prettamente urbano, che, seppur dotati di cilindrata ridotta, possono vantare dimensioni, peso e maneggevolezza ideali per sgusciare agilmente tra le auto in coda e per essere condotti facilmente anche da chi ha poca dimestichezza con le due ruote. Un altro indubbio vantaggio è costituito dai bassissimi consumi e dai costi di esercizio contenuti.

Honda Vision 110. Il best seller della casa alata, in produzione da diversi anni, è spinto da un monocilindrico 4 tempi da 110 cc di comprovata affidabilità e dai ridottissimi consumi, fino a 50 km al litro in condizioni di guida ideali. L’ergonomia è molto curata: posizione di guida comoda, pedana piatta, ruote alte, poggiapiedi per il passeggero, vano sottosella in grado di ospitare anche un casco integrale, e due pratici portaoggetti posizionati dietro lo scudo anteriore. Il freno anteriore è a disco, il posteriore a tamburo, ma la vera chicca è la presenza del sistema di frenata combinata, che consente l’azionamento di entrambi i freni con la sola leva sinistra, fornendo così una frenata equilibrata, e dunque più sicura. L’aspetto è moderno e slanciato, adatto ad un pubblico sia giovanissimo sia più adulto, anche se ricorda un po’ troppo il fratello maggiore SH. Ottima qualità a un prezzo contenuto, pari a € 2.150.

Piaggio Medley 125. E’ un nuovissimo modello, presentato all’ultimo Salone del Motociclo di Milano, che punta a spodestare l’evergreen SH Honda. È spinto da un modernissimo motore 125 cc raffreddato a liquido e dotato di start & stop (si spegne e si riaccende automaticamente durante le soste al semaforo), già omologato euro 4 e capace di una percorrenza fino a 47 km al litro. Veramente ottimo l’impianto frenante, dotato di doppio disco – anteriore e posteriore – e sistema antibloccaggio ABS di serie. Grazie al posizionamento del serbatoio sotto la pedana, è stato possibile ricavare un vano sottosella, capace di contenere ben due caschi, oltre alla possibilità di fare rifornimento senza dover scendere dallo scooter. Ad una prima occhiata l’aspetto potrebbe ricordare quello di altri concorrenti, ma ad una osservazione più attenta emergono le linee sinuose e ricercate, soprattutto nel design delle fiancate, dei cerchi e del tunnel centrale. Qualità e componentistica appaiono superiori rispetto a quelle di un modello entry level. Il prezzo al pubblico è di € 3.100.

Yamaha Tricity 125. Gli scooter a tre ruote hanno debuttato alcuni anni fa grazie alla Piaggio e al suo MP3. La loro qualità peculiare sta soprattutto nel più alto grado di sicurezza rispetto a un classico motociclo: due ruote anteriori, infatti, conferiscono al mezzo una maggiore tenuta di strada in curva e in frenata, e la differenza si sente soprattutto su fondi bagnati. Il rovescio della medaglia è costituito da ingombri e pesi che ne limitano agilità e maneggevolezza. Yamaha sembra però aver trovato la quadra con il Tricity 125, spinto da un piccolo, ma vivace, motore 125 cc raffreddato a liquido, che può vantare ingombri, soprattutto laterali, nettamente inferiori rispetto ai mezzi della concorrenza, grazie alle ruote piuttosto strette e molto ravvicinate. La guida è intuitiva, ed il mezzo piega in curva in modo singolarmente naturale. L’impianto frenante è composto da tre dischi e dotato di frenata combinata: premendo una sola leva sinistra si azionano automaticamente tutti e tre i freni. Non è presente, però, il blocco delle sospensioni anteriori, che consentirebbe di evitare di mettere giù i piedi durante le soste ai semafori e di usare il cavalletto una volta parcheggiato. Il motore ha una certa verve, ma le prestazioni, non molto elevate, ne sconsigliano l’uso su lunghi tratti extraurbani. D’altra parte, una motorizzazione compatta era necessaria per poter risparmiare spazio e peso. È però parco nei consumi, consentendo percorrenze di circa 35 km con un litro di carburante. La componentistica appare di elevata qualità, e il design è sicuramente molto moderno e grintoso. E’ lo scooter giusto per chi cerca una vera alternativa per affrontare il traffico urbano e desidera il massimo della sicurezza. Prezzo: € 3.690.

Peugeot Django 125. E’ l’unico scooter a ruote piccole della nostra selezione; è molto maneggevole e comodissimo da condurre nel traffico, grazie alla seduta bassa, alle sospensioni morbide e alla sella molto ben imbottita. Sotto di essa trova spazio un capiente vano per riporvi il casco ed altri oggetti. Il punto forte è rappresentato da un ricercato aspetto d’ispirazione retrò e personalizzabile al 100%, quasi come un abito di sartoria. Si può scegliere il colore e la foggia della sella, la forma degli specchietti, i colori della parte superiore e quelli della parte inferiore della carrozzeria, dando vita a svariati accostamenti cromatici. Numerosi sono anche gli accessori installabili, dal classico bauletto ai portapacchi cromati, anteriori e posteriori. Potenzialmente ogni esemplare può essere diverso dall’altro. Per chi non volesse perdersi dietro ad ogni particolare, ci sono anche quattro versioni pronte, e già molto diverse tra loro. Le motorizzazioni vanno da 50 cc a 150 cc. Per 2.499 € è possibile guidare un mezzo originale e soprattutto taylor made.

Suzuki Address 110. È il diretto rivale dell’Honda Vision. Spinto da un propulsore da 113 cc raffreddato ad aria, è dotato di un’iniezione elettronica molto evoluta r raggiunge il miglior compromesso tra prestazioni e consumi, che sono veramente ridotti: fino a 51 km al litro, con un’autonomia di circa 250 km, pur avendo un serbatoio grande appena 5 litri. La praticità è il suo valore: posizione di guida ottima anche per i più alti, ampio vano sottosella, che ospita anche un casco integrale, pedana piatta per caricare comodamente zaini e borse, due comodissimi portaoggetti dietro lo scudo anteriore, economico nel prezzo e nella manutenzione, facile da guidare anche per il neofita. L’impianto frenante è composto da un disco davanti e da un tamburo al posteriore. L’aspetto è forse più originale e sportiveggiante del Vision, ed è caratterizzato da linee tese e spigolose, con un parafango anteriore che risulta come un prolungamento del disegno dello scudo, ricordando quasi un becco. Consigliato a chi cerca un mezzo concreto e scattante per affrontare il traffico senza spendere troppo: € 1.999.

 


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