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I 7 peccati della Juve per perdere lo scudetto

Riccardo Signori
28 novembre 2016
Massimiliano Allegri

Massimiliano Allegri

La Juve rischia seriamente di mettere in pericolo la sua classifica e l’eventuale corsa scudetto? Solo se continua a fare autogol. Solo se ha proprio voglia di farsi male. E non si parla di infortuni fisici, peraltro già abbondanti. Solo se il Milan diventasse un fattore eversivo di un campionato prevedibile. Perchè solo il Milan e non,invece, Roma, Napoli , Atalanta o Lazio? Perché la Juve, nelle sue debolezze, ha meno debolezze degli altri e il Milan non ha ancora scoperto fino in fondo qualità e limiti.

La Juve non subiva tre, o più, gol in campionato da tre anni. Nell’era Allegri i rovesci con eccesso di reti (anche nei supplementari: vedi Bayern) sono stati quattro e suddivisi nelle partite di coppa, così come le sconfitte nelle ultime 42 partite di serie A, ovvero a partire dal Sassuolo day. Da allora 4 sconfitte, un pareggio, il resto sono state vittorie. Non ci sarebbe da allarmarsi se non fosse che quest’anno gli scricchiolii sembrano diversi, nonostante classifica e numeri parlino in positivo. Senza i tre gol subiti dal Genoa, la Juve avrebbe avuto la miglior difesa degli ultimi sei anni, compresi i primi due di Antonio Conte nei quali la squadra subì 10 reti nelle prime 14 giornate, quante sono quelle di oggi (12 reti ).

Eppure qualcosa dice che stavolta la Signora deve stare attenta ai suoi peccati. Il piccolo Simeone le ha suonato tutti campanelli d’allarme difensivi, il dopo Champions ha illuminato una debolezza, il fattore infortuni suona male e il mercato di gennaio dovrà mettere rimedio all’unica vera falla lasciata dal mercato acquisti estivo. Manca un altro centrocampista di peso e sostanza a livello davvero internazionale.

Dunque vista così la situazione è seria, ma non troppo. E pazienza se la Juve fa spettacolo quando subisce tre gol, più di quando vince con un gioco che non tiene conto delle esigenze degli esteti. Ovviamente fa spettacolo nel senso eclatante del termine, fa spettacolo nell’attizzare le speranze altrui e nel rendere questo campionato meno noioso e scontato. Fa spettacolo per quel ridursi a livello di colabrodo interista: contro il Genoa pareva di vedere Miranda e Murillo all’opera, e non invece Bonucci e Benatia che si erano guadagnati miglior credibilità.
Detto questo, veniamo allora a riassumere le speranze degli uni e i problemi dei bianconeri. Mettiamola così: ecco i 7 peccati che potrebbero rovinare la stagione juventina e mettere il brivido al resto del campionato. Chissà!Perseverando in 7 peccati la Juve potrebbe sorprendere e perdere lo scudetto.

Dani Alves

Dani Alves

1)La difesa deve tornare muro, ritrovare concentrazione e determinazione. Ma non sarà facile se imperverseranno gli infortuni. Solo Rugani e Buffon reggono sul piano fisico. Serve rivedere un assetto granitico che si sta sgretolando, non solo causa infortuni.

2) Infortuni appunto. La lista è lunga, si sono aggiunti Dani Alves (frattura perone) e Bonucci. Lista troppo lunga sul fronte dei problemi muscolari. Il calcio moderno logora di più, ma alla Juve qualcosa non torna. Nessuno può reggere ad assenze continuate e prolungate.

3) Se non ricomparirà la coppia HiguainDybala, saranno tempi duri. Dopo il vorticoso giro di prove e controprove, di combinazioni d’attacco più o meno vincenti, è chiaro dove sia la chiave dei successi iniziali che hanno lanciato la Juve in campionato ed ora le permettono di sommare ben tre sconfitte, senza sentirsi in pericolo. Il duo argentino unisce qualità e quantità, imprevedibilità e senso del gol. Higuain forse non era indispensabile (guarda Dzeko quanto è bravo nella Roma) ma Dybala è l’unico che sappia servirlo come è necessario per sfruttarlo al massimo.

4) La squadra deve essere rinforzata a centrocampo. Pjanic è un pianto, Marchisio e Khedira due certezze, Hernanes non ha ritmo, gli altri buone riserve. Serve un terzo pilastro.

5) Allegri deve trovare soluzione al post-coppa. Non è un caso se la Juve ha sempre fatto cilecca dopo le partite di Champions (sconfitte con Inter, Milan e Genoa). La squadra soffre tensione e dispendio fisico. E nella partita successiva non ritrova tutte le forze: mentali e fisiche. Come se la Champions costasse troppo, in ogni senso.

6) La Signora è ancora affamata, ma forse un po’ meno del solito. Non è colpa della vecchia guardia, piuttosto dei nuovi gladiatori. Meglio rispedirli al lacrime e sangue.

7) Gli errori si pagano, quest’anno di più. La percentuale, i giocatori sul campo e Allegri in panchina, deve diminuire: è più alta rispetto al passato. È il primo peccato capitale di questa squadra. Cancellare l’alta percentuale sarà come vincere mezzo scudetto. Invece, per la Champions, è un’altra storia: serve essere più bravi.


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