Psicologia

8 abitudini per la mente

Lucia Giovannini
3 settembre 2015

Lucia Giovannini

La mente è forse lo strumento più potente che abbiamo a disposizione, ma anche il più difficile da dominare e allenare. Ci permette di fare grandi cose, se sappiamo come utilizzarla al meglio.
Vediamo allora insieme 8 abitudini per la mente!

Abitua la tua mente a…

  1. Pensare in modo flessibile
    Una cosa o una situazione può essere osservata da molteplici punti di vista. É proprio questo atteggiamento che stimola la creatività e ci porta a elaborare diverse soluzioni e a considerare nuove opzioni.
    Come fare: se ti diverti a fare foto, prova a farle da punti di vista diverse (sdraiata/o a terra, dall’alto, ecc). Considera un oggetto, ad esempio una forchetta o una graffetta. In quali altri modi, diversi da quelli usuali, puoi utilizzarle? È un gioco da provare con tutta la famiglia!
  2. Gestire l’impulsività
    Prima di parlare, sarebbe meglio per tutti contare fino a 10. Quante volte ci pentiamo delle parole che abbiamo pronunciato istintivamente? Meglio prendersi il proprio tempo prima di rispondere!
    Come fare: quando avverti l’impulso di rispondere di getto, fai un respiro profondo. Questo porterà immediatamente ossigeno al cervello, permettendoti di pensare in modo più chiaro e ordinato.
  3. Sviluppare empatia
    Come scrivo in Mi Merito il Meglio, l’empatia è un elemento essenziale della comunicazione. È il cuore dell’intelligenza emozionale e implica la capacità di fare esperienza delle sensazioni di un’altra persona senza per questo perdere la nostra identità. Per sviluppare l’empatia, abbiamo bisogno di imparare ad ascoltare, cioè essere attivamente in ascolto dei bisogni dell’altra persona, cercare di entrare nel mondo dell’altro, anche se non lo condividiamo.
    Come fare: non interrompere il tuo interlocutore mentre sta parlando, concedigli il tempo di finire.
    Per essere sicura/o di aver capito esattamente quello che l’altro ti sta dicendo, puoi usare frasi del tipo: “Se ho capito bene,….”, “…giusto?”.
  4. Utilizzare tutti e 5 i sensi
    Madre Natura ci ha dotato di un grande dono: abbiamo ben 5 sensi a disposizione per esplorare il mondo…usiamoli!
    Come fare: quando mangi, fermati per qualche secondo ad apprezzare i colori del cibo, il suo profumo, oltre che il suo sapore.
    Torna un po’ bambina/o, lascia emergere la tua naturale curiosità, tocca ciò che ti circonda.
  5. Continuare a imparare
    Da dove deriva la nostra sensazione di sentirci soddisfatti e appagati nella vita?
    Ci sentiamo realizzati ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo: può essere un’abilità, un lato di noi stessi o degli altri che non conoscevamo, qualcosa che semplicemente non sapevamo.
    Per questo è importante non smettere mai di imparare e mantenere un atteggiamento aperto nei confronti  del mondo.
    Come fare: l’unico modo per avere risultati diverse è fare cose diverse. Prova qualcosa di nuovo ogni giorno. Può essere cucinare o mangiare un piatto di una cucina insolita, coltivare un nuovo hobby, imparare parole in una lingua straniera, e così via. Il mondo è pieno di cose da scoprire!
  6. Essere eccellente
    C’è una bella differenza tra voler essere perfetti (una trappola in cui cadiamo molto spesso) e voler raggiungere l’eccellenza.
    Quando tendiamo al perfezionismo ci sentiamo male se non riusciamo a raggiungere il nostro standard e poi colpevolizziamo noi stessi o gli altri. Tendere all’eccellenza significa invece cercare di dare il meglio di noi perché vogliamo farlo, non perché dobbiamo essere perfetti. Eccellenza significa cercare di essere meglio, di fare meglio.
    Come fare: leggi e tieniti aggiornato sugli argomenti oggetto del tuo interesse e riguardanti la tua professione. Circondati di gente migliore di te, osserva le loro azioni e poi falle anche tu. Pensa sempre di avere qualcosa di nuovo da imparare anche se svolgi il tuo lavoro da vent’anni!
  7. Fare domande
    Ti sei mai chiesto come fanno certe persone a raggiungere risultati così eccellenti nel lavoro e nella vita privata? È solo una questione di fortuna o di genetica?
    Se osserviamo i più grandi leader, innovatori e creativi, persone che in qualche modo hanno cambiato la storia, possiamo notare che, al di là delle differenze caratteriali, sociali e culturali, possiedono un tratto in comune: la capacità eccezionale di porre domande. I cambiamenti nella società e le innovazioni tecnologiche che questi uomini e donne hanno prodotto, sono nati dalle loro domande.
    Tutti noi possediamo la capacità naturale di fare domande, ma la nostra società non premia questo tipo di atteggiamento. Tendiamo quindi a soffocare questa nostra tendenza e ci preoccupiamo più di dare le risposte giuste invece che  porre le domande giuste.
    Come fare: concentrati sul “come” puoi fare qualcosa, come puoi risolvere una sfida, un problema, soddisfare un tuo bisogno. Non accontentarti delle risposte che qualcuno ti dà, chiediti tu stessa/o il perché qualcosa è in un certo modo e non in un altro, espandi i tuoi orizzonti.
    Nel libro Il Potere delle Domande, troverai tanti spunti interessanti per allenare la tua mente a fare domande!
  8. Pensare in modo positivo
    I nostri pensieri rappresentano la nostra percezione del mondo, per questo è importante sceglierli con cura! Nutrire la nostra mente con affermazioni positive fa bene anche alla nostra anima e pianta dei semi nella nostra coscienza.
    Come fare: fai una lista dei pensieri più ricorrenti e analizzali. In che modo ti esprimi? È un linguaggio costruttivo e positivo o demotivante e negativo? Sostituisci le frasi negative con altre positive  che ti motivino e ti inducano in uno stato d’animo più potenziante.
    Ecco alcuni esempi:
    • Non sono capace/Non ce la posso fare diventa Ho in me la capacità di fare ciò che desidero
    • Non merito niente dalla vita diventa Io merito il meglio
    • Non me ne va mai bene una diventa La mia vita è un susseguirsi di piacevoli sorprese
    • Sono sbagliato/a ed è difficile cambiare diventa Io vado bene esattamente così come sono e facilmente cambio.

 

A cura di Barbara Micheletto Spadini


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