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A Milano parlano i protagonisti della moda al Fashion Global Summit

Valentina Nuzzi
11 novembre 2014

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Si è tenuto oggi presso l’Auditorium Testori il tredicesimo Milano Fashion Global Summit, organizzato da Class Editori in collaborazione con Camera Nazionale della Moda Italiana, The Wall Street Journal Europe e Bank of America–Merrill Lynch. Il tema? “Fashion is Food, Food is Fashion”, che in tempo di Expo calza a pennello.

Il primo focus si è sviluppato intorno alle tre F: Fashion, Food and Finance, identificate come fonte di speranza per la salvezza del Made in Italy. Sono poi intervenuti personaggi illustri del settore. Tra i temi affrontati:

il mercato cinese “Oggi sempre di più dobbiamo dedicare una particolare attenzione alle potenzialità della Cina (…) Questi consumatori punteranno ad avere prodotti più aggiornati e di maggiore qualità, e qui entra in gioco il nostro sistema produttivo: il prodotto full Made in Italy delle realtà minori, di grande qualità ma più economiche rispetto ai grandi brand” Mario Boselli, Presidente della Camera Nazionale Moda Italiana.

l’importanza dell’innovazione tecnologica e del digital “Il mercato italiano del lusso ha performato bene fino a maggio poi, nella seconda metà dell’anno, ha rallentato a causa di alcuni fattori tra cui una limitata esposizione su online e digital (…) Per il futuro tendiamo a focalizzarci su quei marchi che investono anche sui canali digitali come veicolo di crescita ed espansione” Diego Selva, Head of Investment Banking Italy Bank of America Merrill Lynch.

la piaga della contraffazione del Made in Italy “Food e fashion, tuttavia, sono piagati dalle contraffazioni. Per questo siamo impegnati in un ampio progetto di education volto a trasmettere la vera qualità dei prodotti originali del Made in Italy” Riccardo Maria Monti, Presidente ICE.

E ovviamente una riflessione sul connubio tra food & fashion: “C’è sempre stata un’identificazione tra lusso e fashion con cibo e vino italiani, si tratta di un elemento di sinergia che può essere ancora sfruttato” Michele Norsa, CEO and Group Managing Director, Salvatore Ferragamo.

Un incontro fatto da chi ancora crede e lotta per affermare il potere del Made in Italy nel mondo, che persiste nella sua unicità a discapito delle difficoltà economiche e sociali degli ultimi anni.


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