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Fotografia

A Modena tra architettura e fotografia

Alberto Pelucco
8 gennaio 2014
Olivo Barbieri, Via Gaspare Tribraco, Modena, 1994 Raccolta della fotografia, Galleria civica di Modena © Olivo Barbieri

Olivo Barbieri, Via Gaspare Tribraco, Modena, 1994
Raccolta della fotografia, Galleria civica di Modena
© Olivo Barbieri

Nella sua prefazione al libro “Focus on Architecture and Sculpture”, scritto da Helmut Gernsheim nel 1949, lo storico dell’architettura tedesco Nikolaus Pevsner riferisce che “il potere del fotografo di valorizzare o distruggere l’originale è comunque innegabile. In un edificio, la scelta dei punti di vista, degli angoli, della luce è semplicemente ciò che crea lo spazio. Egli può fare apparire la navata di una chiesa alta e stretta oppure larga e tozza, quasi senza tener conto delle sue reali proporzioni. E inoltre, può evidenziare così intensamente un dettaglio, da renderlo più convincente sulla lastra che nell’originale”.

Tale può essere l’influenza della fotografia nell’architettura, come illustrato dalla mostra “Macchine per abitare”, allestita al Palazzo Santa Margherita di Modena.

Progetti su carta sono accostati a fotografie di singoli edifici o vedute complessive di città, per sottolineare quanto sia stata importante l’arte fotografica per architetti come Andrea Branzi, Paolo Portoghesi o Aldo Rossi, solo per citare gli italiani.

Luigi Ghirri, Il cimitero di Modena, 1983 Raccolta della fotografia, Galleria civica di Modena © Eredi Luigi Ghirri

Luigi Ghirri, Il cimitero di Modena, 1983
Raccolta della fotografia, Galleria civica di Modena
© Eredi Luigi Ghirri

Imparare dalla natura, confrontarsi con il luogo, apprendere dalla storia, impegnarsi nell’innovazione, attingere alla coralità, tutelare gli equilibri naturali e contribuire a ridurre i consumi sono i 7 principi della Geoarchitettura, teoria basata su un’architettura più rispondente alla natura e ai suoi canoni di bellezza, di cui fu esponente Portoghesi. Ecco quindi il celebre architetto collaborare con il fotografo Luigi Ghirri, studioso dei segni naturali e artificiali nell’opera umana e nel paesaggio.

Proprio Ghirri, insieme a Gabriele Basilico, fu tra i collaboratori dell’architetto Aldo Rossi. Ad accomunarli, la convinzione che la città è somma di tutte le epoche e gli stili architettonici precedenti. Quindi, ogni infrastruttura deve essere integrata in modo organico con lo sfondo urbano e le sue prospettive. Come non percepire l’impressionante profondità negli scatti di Olivo Barbieri?

La fotografia di paesaggio è uno degli ambiti privilegiati di Franco Fontana, autore di audaci studi sull’espressione astratta del colore, con esiti mai raggiunti prima in fatto di composizione e geometrie.

Molto ci sarebbe da dire a proposito del sodalizio architettura-fotografia, nato già a metà Ottocento, quando Felix Nadar scattò vedute di Parigi a bordo di un pallone aerostatico. La fotografia allora serviva per documentare monumenti antichi o era punto di partenza per i nuovi, come dimostrano gli scatti di Charles Marville, dedicati al piano regolatore di Parigi realizzato da Hausmann, o di Edouard-Denis Baldus, attento al modus operandi dell’architetto francese Viollet Le Duc, per cui il restauratore deve penetrare nella mentalità dell’architetto originario e realizzare quei progetti che questi non aveva concepito.

Se con Antoni Gaudì la fotografia divenne strumento utile per risolvere problemi compositivi, dal 1960 gli schizzi dell’urbanista inglese Gordon Cullen, eseguiti su scatti, divennero il punto di partenza dello sviluppo del progetto. Da allora, l’importanza della fotografia per gli architetti continuerà a crescere, come dimostra il successo del fotomontaggio, nato nel 1930 per costruire immagini visionarie, provocatorie, improbabili, ma affascinanti.

Alberto Pelucco

“Macchine per abitare. Fotografie e disegni d’architettura dalla collezione della Galleria civica di Modena”
23 novembre 2013 – 26 gennaio 2014
Palazzo Santa Margherita, corso Canalgrande, 103 41121 – Modena
Orari:
mercoledì – venerdì 10.30 – 13.00 e 15.00 – 18.00; sabato, domenica e festivi 10.30 – 19.00.

Informazioni:

Web: www.galleriacivicadimodena.it
tel. +39 059 2032911/2032940 

Ingresso gratuito


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