A New York migliaia di podisti corrono la maratona che non c’è più

staff
4 novembre 2012

Nel giorno della maratona che non c’è più, New York corre lo stesso: migliaia e migliaia di concorrenti ed amanti della corsa hanno invaso Central Park per vivere, almeno in parte, le emozioni della maratona per la quale si erano preparati per mesi. La comunicazione che la gara era stata cancellata è arrivata soltanto venerdì sera, a meno di due giorni dall’evento, quando il sindaco Michael Bloomberg ha fatto sapere che, vista la distruzione causata dall’uragano e le polemiche che la gara stava scatenando, non era il caso di farla disputare. Quasi tutti i concorrenti, provenienti dal mondo intero, erano già in città. Qualche gruppo di podisti ha deciso di percorrere tutta la distanza della maratona questa mattina: niente percorso spettacolare nei cinque distretti della città, ma tanti giri del suo parco più amato e in qualche strada di New York, per poi tagliare un traguardo divenuto soltanto simbolico.

C’è chi ha scelto di correre per dare un senso alle donazioni ricevute come contributo a diverse organizzazioni benefiche, nella speranza che i donatori non si tirino indietro. “Corro per raccogliere fondi per aiutare mio fratello che ha il cancro. Non avrei mai potuto annullare tutto, ho corso lo stesso qui a Central Park, 42 chilometri. Sono partita stamattina alle 6”, racconta Melissa, venuta in città da San Francisco. La maggioranza dei corridori ha scelto distanze più brevi, in molti casi per non sentire che il viaggio sia stato completamente vano. Central Park si è colorato con le maglie di persone provenienti da tutto il mondo. Molti podisti hanno deciso di indossare anche le pettorine della gara, con numero e nome, perché per tanta gente la maratona di New York è quasi un’esperienza mistica, il sogno di una vita. La linea del traguardo è piena di persone che esultano e si fanno fotografare, proprio come se avessero appena finito la gara. Non importa quanto abbiano corso, ciò che conta è essere lì. “Ce l’abbiamo fatta”, spiega Michelle, che ha percorso la distanza della maratona in 5 ore e 20 minuti, passando anche sul Queensborough Bridge e per le vie della città.

Qualche gruppo di concorrenti ha scelto di dedicare la giornata ai servizi civili per aiutare la gente colpita dall’uragano Sandy. “Arrivando in città, si capisce benissimo perché abbiano cancellato la maratona. È stata una decisione giusta, anche per rispetto nei confronti dei familiari delle vittime, ma decisamente tardiva”, commenta un podista brasiliano, che poi aggiunge: “Oggi tutto il mio gruppo porterà cibo e coperte a chi è ancora senza corrente elettrica e a chi ha perso la casa”. Un gruppo di francesi è particolarmente infastidito dalla decisione di annullare all’ultimo minuto la maratona e vuole organizzare una protesta contro il sindaco. “Decisione giusta, ma comunicata troppo tardi”, secondo l’australiano Alan, giunto da Sydney. “Avrebbero dovuto decidere di annullare la gara e comunicarlo martedì, mercoledì al massimo, per dare il tempo a tutti i concorrenti di organizzarsi diversamente”, ha aggiunto. Le sue parole sembrano riflettere il sentimento della maggior parte della gente che si è recata a Central Park domenica per annegare la frustrazione con chilometri di corsa.