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A New York una nuova mappa del potere

staff
11 settembre 2012

Non solo Ralph, Donna, Calvin. Né solo Anna Wintour: la mappa del potere delle sfilate newyorchesi ha subito uno tsunami nell’ultimo decennio, tra firme nuove sulle passerelle e nuove formule di comunicazione che hanno trasformato il modo con cui vedremo la moda nel XXI secolo.

 

Per buona parte del Novecento, l’assegnazione dei posti a sedere a una sfilata rispecchiava fedelmente le gerarchie del potere: stampa da un lato, buyers dall’altro. E poi, giornalisti e compratori seduti in ordine di importanza dalla prima fila all’ultima. Molto è cambiato nel nuovo millennio: la migrazione online, una nuova generazione di giovani stilisti, il trionfo dei social network. Ed ecco che non è più possibile misurare l’influenza a seconda del posto a sedere.

 

Le trasformazioni sono sottili ma epocali: tra i giganti che restano c’é la Wintour il cui potere è immutato ma che ha affiancato al ruolo di direttrice di Vogue l’impegno politico e la filantropia. Ma altrettanto influente del ‘Diavolo veste Prada’ può essere anche una blogger teen-ager o la voce autorevole di Penny Martin di Gentlewoman, che il New York Times ha definito “la fashion editor per la donna che pensa”.

 

Anche tra gli stilisti c’e stata una metamorfosi: Donna Karan, Calvin Klein, Ralph Lauren, Marc Jacobs, Diane von Furstenberg non sono i soli grossi nomi che emergono dalla settimana delle sfilate: Tracy Reece, l’afro-americana di Detroit, che ha vestito Michelle Obama alla Convention di Charlotte, riflette un mondo radicalmente cambiato dai tempi di Oscar de La Renta, il beniamino di Ann Romney e di ogni altra aspirante First Lady repubblicana a partire da Nancy Reagan.

 

Come a Parigi dominano oggi Raf Simons di Dior e Hedi Slimane a YSL (che però ha trasferito lo studio a Los Angeles) il nuovo ordine della moda è fatto anche a New York di giovani emergenti come Jack McCollough e Lazaro Hernandez, il duo dietro il marchio Proenza Schouler (nuovi investimenti del gruppo e un nuovo negozio su Madison Avenue) e le sorelline Mary Kate e Ashley Olson, vincitrici dell’ultimo premio del Council of Fashion Designers of America. Katie Holmes, la moglie divorziata di Tom Cruise, debutta con Holmes & Yang sfidando l’ex migliore amica Victoria Beckham.

 

Ma chi avrebbe pensato qualche anno fa di prendere sul serio l’ex Spice Girl? Tra i player c’é poi Michael Kors, una vecchia volpe che passa con la stessa scioltezza da Project Runway a Wall Street: lo hanno soprannominato ‘Hermes per Staten Island’ ma intanto la sua ‘ipo’ è stata la migliore di un marchio della moda tra settembre 2008 e fine 2011.

 

Fonte: Ansa


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