A rischio scomparsa i film in streaming

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo
31 marzo 2014

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A partire dal 31 marzo entra in vigore il nuovo regolamento per le garanzie nelle comunicazioni a tutela del diritto d’autore. Da oggi in poi, infatti, i provider sono obbligati ad intervenire, su ordine del giudice, per bloccare completamente l’accesso a quei siti che offrono contenuti illegali.

Ad esempio, la Telecom potrà, con un procedimento di al massimo 35 giorni e previo accertamenti, rimuovere ogni contenuto digitale coperto da diritto d’autore: musica, fotografie, articoli, film, serie televisive e altro. Tutto questo, che oggi è facile da trovare, rischia di scomparire. Se richiesto dal possessore dei titoli d’autore, il provider ha l’obbligo di oscurare quel sito web e tutti i suoi contenuti.

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In realtà ci sarà il modo per aggirare l’ostacolo. Dopo un primo periodo in cui avremo vita difficile nel vedere un film in streaming o la nostra serie televisiva preferita, tutto tornerà come prima (o quasi) esattamente come è successo in Turchia con la chiusura di Twitter e Youtube.

Per l’avvocato Guido Scorza, esperto digitale, “Oggi basta digitare su Google il titolo di un film per trovarlo in pochi passaggi, domani sarà più complicato. Verrà scoraggiato l’utente pigro e poco abile con il computer. Sarà un forte disincentivo, ma chi vuole davvero continuerà a farlo”.

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Basta citare il caso di Rojadirecta o Isohunt, due famosi portali per scaricare file Torrent e per vedere film o partite in streaming. In Italia attualmente sono inaccessibili, ma con alcuni stratagemmi è possibile eludere il blocco, visualizzarli ed utilizzarli.

Fatta la legge, trovato l’inganno.

Davide Alessandro Giannattasio Fanigliulo