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Abu Dhabi: shakerare bene prima dell’uso

Claudia Alongi
6 novembre 2012

Prendete uno sconfinato deserto di sabbia, qualche tonnellata di acciaio e vetro quanto basta; condite tutto con una spolverata di luccicante oro e una faraonica ambizione culturale; mescolate vigorosamente… ed ecco pronta la ricetta di Abu Dhabi, l’affascinante capitale degli Emirati Arabi Uniti.

Quando si parla di Abu Dhabi, un confronto con la vicina e forse più conosciuta Dubai è d’obbligo.
I due Emirati, anche se accomunati dall’infinito benessere derivato dal petrolio, non potrebbero avere un’anima più diversa, per carattere e aspirazioni.
Se da un lato Dubai, godereccia e festaiola, è il perfetto simbolo dell’opulenza e degli eccessi architettonici (pensiamo al Burj Khalifa e al Burj al-Arab), Abu Dhabi, la città dei record, ci seduce con la sublime miscela di avveniristica ricercatezza e radicato attaccamento alle tradizioni.

Il cuore della città è rappresentato dalla Gran Moschea dello sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, la quarta al mondo per dimensioni, aperta al pubblico ogni giorno ad eccezione del venerdì mattina (quando l’ingresso è consentito solo ai fedeli). La sala di preghiera ospita il tappeto intrecciato a mano più grande del pianeta con i suoi 5.627mq ed è dominata da un maestoso lampadario di dieci metri di diametro e nove tonnellate di peso, placcato d’oro a ventiquattro carati. Vale una visita.

Poi ci sono la Saadiyat Island e la Yat Island.
La prima ospita il Saadiyat Cultural District, il polo culturale della città che, nel giro di qualche anno, potrà vantare le filiali del Louvre e del Guggenheim Museum.
Imperdibile in questi giorni, la Fiera dell’Arte – Abu Dhabi 2012 (dal 7 al 10 novembre) che riunisce le più importanti gallerie d’arte di tutto il mondo e ospita esposizioni e creazioni di artisti emergenti, film screening e performance dal vivo.
La seconda è sede della “succursale di Maranello”, il Ferrari World, il più grande parco divertimenti coperto al mondo. All’interno è custodita una pista automobilistica, un teatro, una sala cinematografica 4d, una galleria di auto d’epoca, la riproduzione del paddock e numerose attrazioni, tra cui Bell’Italia (un percorso in una iper realistica Italia in miniatura) e Formula Rossa (il velocissimo rollercoaster che tocca i 240km all’ora). E, una volta l’anno, ancora divertimento “a tutto gas” grazie al nuovissimo circuito di Formula 1 di Yas marina. Ma le corse, negli Emirati, non sono solo su quattro ruote, perché sulla pista di Al Wathba nel week end si può assistere alla stravagante corsa in groppa ai cammelli.

Tra le principali seduzioni di Abu Dhabi, poi, merita un posto d’onore la Corniche (il lungo mare, che si estende per otto chilometri sul Golfo Arabico) che è stata insignita della prestigiosa “Blue Flag”, una certificazione a livello internazionale dello standard ambientale di alto livello delle spiagge e dei porti turistici della zona. Qui si può trascorre un sereno tempo libero tra spiagge incontaminate, piste ciclabili, ristoranti e aree verdi o si può curiosare in perfetto stile Sex and the city nell’antico Souk, (con i suoi bazar di spezie o di artigianato locale) circondati da hotel, centri commerciali e atelier per tutti i gusti. Dal litorale è anche possibile gettare uno sguardo sul Capital Gate, il grattacielo di 160 metri più storto del mondo che con un’inclinazione di 18 gradi ha strappato il primato alla Torre di Pisa, entrando, nel 2010, nel Guinness World Record.

Per coloro i quali il lusso è un imperativo morale consigliamo, invece, un giretto all’Emirates Palace, uno dei più sfarzosi alberghi della zona, dove è possibile comprare veri e propri lingotti d’oro ai distributori automatici o mangiare sfiziosi pasticcini ricoperti da una sottile sfoglia d’oro. Le donne potranno crogiolarsi all’Anantara Spa, un’oasi del benessere in stile marocchino in cui abbandonarsi a un assoluto relax.

Abu Dhabi, è un posto per nababbi? Forse sì, ma non solo. È  anche uno straordinario pot-pourri in cui tutto quello su cui si favoleggia è realtà.

Claudia Alongi


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