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Acqua di Parma, cento di questi anni

Jennifer Courson Guerra
7 giugno 2016

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Parma è una città incredibile. Piccola, con pochi abitanti, ma dalla storia ricchissima. Attraversata nei secoli dalle più diverse vicende, è nota per essere la patria della cultura, della musica, del teatro. Qui, nel 1916, si compì uno di quei piccoli miracoli tutti italiani che il mondo intero ci invidia e che oggi, a distanza di cento anni, continua a durare. Il barone Carlo Magnani, discendente di una famiglia aristocratica parmigiana, decide di inglobare tutta la sua raffinata ed eclettica personalità in un’essenza. Nasce così, in un piccolo laboratorio di profumi nel cuore antico della città, la Colonia di Acqua di Parma, la prima interamente italiana. La fragranza, così fresca e moderna, si trasforma subito in oggetto di culto: nessun gentiluomo può fare a meno di indossarla, di possedere il bel flacone in stile art decò con il tappo in bachelite. Negli anni ’50 il profumo raggiunge un successo internazionale, anche per mezzo degli attori di Hollywood che, recandosi nelle sartorie italiane per farsi confezionare gli abiti più belli, scoprono il delicato soffio di Colonia che i sarti vaporizzano sui tessuti.

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Per anni Acqua di Parma rimane appannaggio dei cultori del profumo più esigenti, ma è grazie all’intraprendenza di tre imprenditori appassionati che negli anni ’90 il marchio conosce una grossa spinta sul mercato. Acqua di Parma non è solo un profumo, ma un modo di essere: un lusso discreto, artigianale, classico, che richiama antiche usanze, un’eleganza eterna. Tanto che nel 2001 il brand entra a far parte del gruppo LVMH, diventando un’icona nel mondo delle fragranze. La produzione si allarga: arrivano i profumi da donna, piccoli oggetti di pelletteria e la collezione per la rasatura.

Acqua di Parma Handmade (9)

Il successo di Acqua di Parma è tutto racchiuso nella città di cui si è fatta portavoce. Selezionati laboratori artigiani si occupano di ogni fase della lavorazione con impegno e dedizione, mantenendo una qualità del prodotto sorprendentemente alta. Ogni dettaglio è studiato con attenzione: l’inconfondibile packaging color giallo richiama le cromie dei palazzi parmigiani; lo scudetto regio del logo ricalca lo stemma di Maria Luigia, duchessa illuminata grazie alla quale la città conobbe uno splendore senza precedenti.

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Cent’anni di tradizione e cultura italiani sono racchiusi nella piccola boccetta e Acqua di Parma ha deciso di celebrare questo importante traguardo creando la Colonia Edizione Centenario, in collaborazione con Damiani: ispirandosi ai preziosi porta flaconi usati dagli aristocratici negli anni ’20, la Maison di alta gioielleria ha infatti ideato una confezione esclusiva in argento finemente inciso con una tiratura limitata di 100 pezzi. Inoltre, nella bella cornice del Palazzo della Pilotta e con il patrocinio del Comune, il marchio ha organizzato dal 25 al 27 maggio un intenso programma di attività culturali, tra cui la messa in scena della pièce “Verdi legge Verdi” del celebre drammaturgo Massimiliano Finazzer Flory e l’attesissimo Galà Roberto Bolle and Friends. La ricorrenza è stata inoltre coronata dalla presentazione di due volumi che compongono “Essere Parma”, coedito con Mondadori Electa.

Un’occasione, questa del Centenario di Acqua di Parma, per celebrare non solo un profumo iconico e inconfondibile, ma anche il grande genio italiano nelle sue più svariate forme: arte, musica e artigianato.


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