Green

Acqua: un bene prezioso anche in Italia

Marco Pupeschi
19 agosto 2016

acqua

L’acqua è l’elemento più raro e importante dell’universo: dove c’è acqua c’è vita, ovvero sviluppo economico e benessere. È così da sempre, basta guardare una cartina geografica.

L’Italia è un Paese ricco di risorse idriche, tuttavia la situazione del settore acqua e tutt’altro che rosea. Si stima che le perdite nelle reti idriche italiane si aggirino fra il 30% e il 40%. Non c’è da sorprendersi, visto che i nostri acquedotti e le reti fognarie sono vecchie: a quanto pare quasi il 30% avrebbe più di 50 anni. E non è tutto: quasi il 10% delle condotte idriche sono state fatte in cemento amianto, mentre quasi il 50% degli impianti di depurazione non assicura un trattamento delle acque reflue – cioè la causa primaria della distruzione degli ecosistemi una volta reimmesse nell’ambiente.

Per la verità, il Bel Paese ha investito ben 5,8 miliardi di euro nel triennio 2014-2017 per migliorare le infrastrutture idriche nazionali, metà dei quali concentrati in Lombardia, Lazio e Toscana.

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Migliorare la nostra rete idrica non è una problematica meramente ecologica. Secondo l’ONU il settore idrico in Europa impiega infatti più di mezzo milione di persone e negli USA si calcola che per ogni persona impegnata nel settore idrico si creino 3.68 posti di lavoro indiretti nell’economia nazionale.

In Italia un referendum popolare del 2011 ha sancito che l’acqua è un bene comune ed è inalienabile. Da allora gli italiani stanno aspettando che sia emanata una legge che sancisca la tutela del patrimonio idrico nazionale, ovvero il diritto del singolo individuo all’acqua. Insomma, siamo un popolo molto più green di quello che pensiamo.


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