Il mio punto di vista

Ad ognuno il suo… Capodanno!

Gabriella Magnoni Dompé
26 dicembre 2012

Capodanno, che fare? Un dilemma che, a seconda delle età e dei gusti, assilla tutti noi in questi giorni. Indipendentemente dalla ormai cosiddetta “congiuntura”.
Per quanto mi riguarda, anno dopo anno, sono passata attraverso esperienze assai differenti, dalle feste più tradizionali alle fughe in piccoli angoli di paradiso.

Negli ultimi anni mi sto orientando sempre di più verso un tipo di Capodanno che si può definire “da eremita”, lontano dal clamore dei botti e dalle ore piccolissime. Una fuga rilassante che generalmente viene scelta da chi decide di recarsi in qualche luogo più o meno esotico per riprendersi dal trantran quotidiano e dai ritmi di vita frenetici classici della contemporaneità. Contrariamente da quanto si pensa il Capodanno cosiddetto “al caldo” può essere fonte di vera rigenerazione fisica e mentale. Località “out the road” dove si può ancora ritrovare il gusto di ammirare le stelle, di brindare alla mezzanotte, di dedicarci ad un sereno bilancio dell’anno trascorso standocene seduti con i piedi nella sabbia immersi nel silenzio. Anche quest’anno perciò, in compagnia della mia piccola Rosyana, festeggeremo l’arrivo del 2013 di bianco vestite. E dove se non su una spiaggia candida di luna ai piedi delle rovine Maya? La scelta mi sembra alquanto azzeccata: se non si è trattato di fine del Mondo, forse potrà trattarsi di una rinascita. Nel dubbio, andrò a ringraziare questi antichi profeti.

Ben diverso è invece il Capodanno di chi si reca in montagna. Qui si spazia enormemente a seconda del luogo scelto, ma una cosa è certa: indipendentemente dalla località, i fuochi artificiali, i bagordi e il clima conviviale pervadono la grande serata. Sia che essa si svolga nella cornice splendida ed internazionale dai saloni del Palace di Sainkt Moritz, sia che si scelga una baita nella sperduta Val Badia. Sarà il clima freddo ad invogliare, ma l’atmosfera è certamente sempre molto frizzante. Trascorrere le feste circondati dal panorama dei monti, del sole che acceca riflesso sulla neve, tra allegre scampagnate in slitta e una sana sciata, è senza dubbio un modo di divertirsi più che rilassarsi: una vera panacea per esorcizzare l’anno passato o per brindare ai successi riportati.

Personalmente non condivido molto la scelta di Capodanno cittadino. Amo la mia città e, se proprio di città dove trascorrere San Silvestro dovessi parlare, desidererei rimanere a Milano.
La scelta di un luogo simile a quello in cui vivo, per quanto potenzialmente molto diverso, non mi ha mai attratto e mi lascia dell’idea che si tratti comunque di un Capodanno in città, ovvero di una serata di festa molto simile a quelle che trascorro durante l’anno. C’è da dire però che sono in molti ad essere affascinati all’idea dell’esplorazione di località nuove, di dedicarsi al turismo culturale, o se vogliamo essere più goderecci enogastronomico. La scoperta, il viaggio, il mettersi alla prova evidentemente può conquistare maggiormente rispetto alla prospettiva di una certa tranquillità. Soprattutto per coloro che non hanno questa possibilità in altri periodi dell’anno.

Interessantissime sono tutte le capitali europee, tra cui spicca senz’altro Parigi: grazie alla sua allure sofisticata, al fascino delle luci, dei negozi, dei colori e dei suoi simboli senza tempo, è il luogo perfetto per trascorrere un Capodanno del cuore, romanticamente in due. Per i patiti del Natale, che vogliono a tutti i costi prolungare la magia della festa, una cornice molto suggestiva è rappresentata da Monaco, con i suoi monumenti, la convivialità tedesca e soprattutto i famosi mercatini natalizi. Infine, per coloro che vogliono donare ai più piccini un’esperienza unica, mi sento di consigliare un piccolo viaggio in Lapponia, in particolare nello splendido villaggio di Babbo Natale. I vostri figli lo ricorderanno per tutta la vita, e tra folletti, renne e regali da favola tornerete un po’ bambini anche voi. Un modo incantevole per cominciare bene l’anno che verrà.

Gabriella Magnoni Dompé