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Addio a Virna Lisi

Virginia Francesca Grassi
18 dicembre 2014

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Si è spenta a 78 anni nella sua casa di Roma Virna Lisi, uno tra i volti più noti del nostro cinema.

Solo un mese fa aveva scoperto di avere una malattia incurabile.

Una bellezza che non si dimentica, l’ultima regina dell’epoca d’oro del cinema italiano, l’antidiva che fu capace di dire no alla gabbia dorata di Hollywood. Una scalata al successo costellata da sei Nastri d’argento e un Prix d’interprétation féminine a Cannes, due David di Donatello per le sue interpretazioni e altrettanti alla carriera, oltre al titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

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Nata a Jesi, Ancona, nel 1936, Virna Pieralisi ha appena 14 anni quando muove i primi passi nel mondo del cinema. Nel 1955 ottiene uno dei suoi ruoli più importanti di inizio carriera: recita infatti insieme ad Alberto Sordi ne Lo scapolo di Antonio Pietrangeli e l’anno successivo lavora alla sua prima parte drammatica ne La donna del giorno di Francesco Maselli.

Nel ’58 è protagonista del Carosello Chlorodont: entra nelle case degli italiani con il famoso slogan pubblicitario “Con quel sorriso può dire ciò che vuole”. Sempre alla fine del decennio veste i panni di Elizabeth Bennet nello sceneggiato Rai Orgoglio e pregiudizio diretto da Daniele D’Anza, per poi lavorare con Totò e Peppino De Filippo nella commedia Totò, Peppino e le fanatiche.

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Dopo il matrimonio nel 1960 con l’architetto romano Franco Pesci, allora presidente dell’A. S. Roma, e la nascita del figlio Corrado, tornare a recitando per la tv in alcuni sceneggiati Rai, come Una tragedia americana, Il caso Maurizius e Cenerentola.

A partire dalla metà degli anni Sessanta, Virna si dedica al teatro, collaborando con Giorgio Strehler nei Giacobini di Federico Zardi e lavorando con Michelangelo Antonioni e Luigi Squarzina. Ma non trascura anche il cinema, arrivando fino al mercato estero con Tulipano nero (1963) di Christian Jacque, insieme ad Alain Delon, ed Eva (1962) di Joseph Losey.

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È proprio di questi anni l’approdo ad Hollywood nelle vesti di “bionda italiana” d’America: è a fianco di Jack Lemmon in Come uccidere vostra moglie (1965) di Richard Quine, con Frank Sinatra in U 112 – assalto al Queen Mary (1965) e con Tony Curtis in Due assi nella manica (1966).

Ma i ruoli da bella e svampita alla Marylin Monroe non lo soddisfano: è noto in quegli anni il “gran rifiuto” dell’attrice a vestire i panni della Bond Girl in Dalla Russia con amore (1963) con Sean Connery e successivamente il no per il ruolo di protagonista in Barbarella di Roger Vadim. Tornerà in Italia dopo aver annullato il contratto di 7 anni offertole dalla Paramount.

Ma la sua carriera non si ferma, anzi, è a dir poco frenetica e continua a spaziare tra cinema, teatro e televisione.

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Nel 1978 vince il Nastro d’argento come attrice non protagonista per il ruolo di Elisabeth Nietzsche in Al di là del bene e del male; lo stesso premio e un David di Donatello le saranno assegnati nell’83 per Sapore di mare di Carlo Vanzina e riceverà un altro David di Donatello per La cicala (1980) di Alberto Lattuada. Al Festival del Cinema di Cannes nel 1994 le viene assegnato il premio per la miglior interpretazione femminile grazie al film La regina Margot di Patrice Che’reau e tratto dal romanzo di Alexandre Dumas. Altri tre nastri d’argento arrivano nel ’90, nel ’97 e nel 2002 per Buon Natale…buon anno di Luigi Comencini, Va dove ti porta il cuore diretto da Cristina Comencini e tratto dal best seller di Susanna Tamaro e Il più bel giorno della mia vita con Margherita Buy e Luigi Lo Cascio.

Nel 2014 ha recitato nel film di Cristina Comencini Latin Lover, attualmente in produzione e la cui uscita è prevista per il 2015.


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