Musica

Addio al Grande Maestro Claudio Abbado

Alberto Corrado
20 gennaio 2014

Claudio Abbado

Con la scomparsa di Claudio Abbado Milano perde uno dei suoi artisti più grandi che ha portato il nome della nostra città in tutto il mondo, contribuendo in modo determinante ad accrescerne il prestigio e la fama di capitale internazionale della musica.

Nato a Milano nel 1933, figlio del violinista Michelangelo, Claudio Abbado aveva cancellato quasi tutti gli impegni già dall’autunno scorso per la grave malattia che stava combattendo da anni.

Abbado era stato insignito di onorificenze e riconoscimenti in tutto il mondo (in Italia dal 1984 era cavaliere di Gran Croce). Dopo gli studi al Conservatorio di Milano, aveva iniziato nel 1958 la sua attività direttoriale in Italia e all’estero; è stato direttore stabile della Scala (1968-86: ricordiamo due produzioni che hanno raccolto grandissimo successo come “Macbeth” e “Simon Boccanegra” di Giuseppe Verdi, realizzate con la regia di Giorgio Strehler) della Staatsoper di Vienna (1986-1991) e sino al 2002 ha diretto la Berliner Filarmoniker Orchestra, per poi dedicarsi alla Chamber Orchestra of Europe (da lui istituita nel 1978).

Ma Abbado ha fatto di più: negli anni Settanta ha portato e diretto le ‘sue’ orchestre anche fuori dai templi consacrati della musica, diffondendola in spazi che mai prima avevano ospitato concerti, come le fabbriche.

Nella musica ha sempre cercato valori e sentimenti, oltre la perfezione dell’arte, sicuro che il suo potere potesse essere anche quello salvifico: nel corso della sua carriera, infatti, si è dedicato alla creazione di varie orchestre giovanili, affascinato dal modello di El Sistema venezuelano, che – diceva – gli ha «riconfermato che la musica salva davvero i ragazzi dalla criminalità, dalla prostituzione e dalla droga”.

Aveva fondato nel 1986 la Mahler Jugendorchestra, nel 2003 l’Orchestra del Festival di Lucerna e nel 2004 l’Orchestra Mozart di Bologna.

Come ha scritto il critico e storico dell’arte Marco Vallora, ” basta leggere il suo gesto per capire che non vuole essere divo.  Sta facendo musica tra amici, vuole non esibirsi, ma scoprire ogni volta qualcosa di nuovo”.

Sempre critico nei confronti dei governi che hanno tagliato fondi alla cultura, nel 2008 fu protagonista di un aspro scontro con l’allora ministro Sandro Bondi, che definì “una pura dimostrazione d’ignoranza”.

Il 30 agosto del 2013 era stato nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, insieme al suo amico Renzo Piano, Elena Cattaneo e Carlo Rubbia, come “personalità da considerarsi portatrici di curricula e di doti davvero eccezionali, come attesta il prestigio mondiale di cui sono circondati”.

Alberto Corrado


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