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Architettura

Addio all’architetto e urbanista Luigi Caccia Dominioni

Giulia Bifronte
13 novembre 2016

nonno legge pin up magazine e dice bello

Muore oggi, a 103 anni di età, Luigi Caccia Dominioni, architetto, urbanista e designer del dopoguerra italiano. Milanese doc, nacque e visse nel capoluogo lombardo, dove risiedono le sue maggiori opere. Si forma dal 1931 al Politecnico di Milano, dove entra a contatto con i grandi dell’architettura e del design di quei tempi: Peressuti, Rogers, Zanuso e i fratelli Castiglioni. Con questi ultimi aprirà il suo primo studio nel 1936, dove affrontò il periodo dell’autarchia con grande entusiasmo per la sperimentazione progettuale, affrontando temi sociali e di scala più ridotta come l’arredo. Prese servizio militare durante la Seconda Guerra Mondiale, ma dovette rifugiarsi per un periodo in Svizzera a causa della sua mancata adesione alla Repubblica di Salò. Al rientro in patria, Luigi Caccia Dominioni aprì un suo studio indipendente nell’edificio della residenza di famiglia che fu distrutta durante in bombardamenti e ricostruita su suo progetto, proprio in Piazza Sant’Ambrogio. Nel 1947 fondò la ditta di arredo Azucena insieme a Ignazio Gardella e Corraro Corradi che è ancora oggi attiva e vende oggetti da lui stesso progettati. Meravigliosa è la lampada Boccia a sospensione, appunto di Azucena, spesso da lui utilizzata all’interno di abitazioni antiche, con le quali si sposa benissimo. Nel dopoguerra si dedicò principalmente all’edilizia urbana, costruendo case per la nuova borghesia, collaborando spesso con altri nomi dell’architettura come Vico Magistretti e occupandosi anche di luoghi culturali per la città come la Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana o Piazza San Babila sempre a Milano. Formandosi come urbanista in primis, tutta la sua progettazione si basava sul disegno in pianta, calcolando percorsi, vincoli e i confini tra privato e pubblico. Le sue opere ed il suo lavoro hanno permesso la ricostruzione della città di Milano dopo la guerra e hanno aperto le porte alla nuova sfida alla gravità degli edifici, regalando uno dei primi esempi di grattacielo italiano: il grattacielo di Piazza Mocchetti a Legnano.


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