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Addio “jumbo jet”, con te finisce un’epoca

Francesco Alberico
26 gennaio 2016

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Prima di iniziare questo racconto dobbiamo partire da un punto fondamentale: il 747 della Boeing, o Jumbo Jet – l’aereo più bello e più iconico dell’era del jet, del trasporto di massa – ha cambiato tutto, in maniera indiscutibile. Mettetevi comodi, accendete il vostro ipad e caricate “Can fly with me” di Frank Sinatra, perché questa è una storia bella lunga, romantica ed ovviamente avvincente.
Siamo alla fine degli anni Sessanta, l’industria aeronautica degli States è ancora decisamente frammentata: oltre a Boeing ci sono Lockheed, McDonnell e varie altre “minori”. Il mito futurista della velocità è nel suo pieno: si pensa che entro poco tutti i trasporti aerei di passeggeri utilizzeranno aerei supersonici, capaci cioè di viaggiare oltre il muro del suono. In Europa sta nascendo un consorzio che ha come obiettivo la creazione di un jet che vada più veloce delle onde sonore e che segni la “concordia” tra le nazioni ex-belligeranti.
Gli ingegneri della Boeing, invece, hanno per la testa anche un altro progetto: un grande aereo passeggeri che segua sostanzialmente l’idea di spostare grandi quantità di persone. Ma per far partire il progetto del 747 occorrevano due cose: un numero di ordini preventivi molto elevato per giustificare gli enormi costi di sviluppo in tempo di pace e poi un possibile “doppio uso” dell’apparecchio stesso, per giustificare almeno venti anni stimati di operatività. Riguardo al secondo punto, quelli di Boeing erano sicuri di poter fare bene. L’idea era geniale: progettare un aereo-cargo molto efficiente e travestirlo da aereo passeggeri, in modo che sarebbe stato facile abbandonare il settore del trasporto civile appena fossero arrivati in massa gli aerei supersonici, e darsi al trasporto merci. Per dare il massimo come aereo per il cargo, l’idea era di avere la cabina di pilotaggio rialzata, in maniera tale che l’aereo potesse aprire il “naso”; da qui il secondo ponte rialzato, che costituisce l’originale e riconoscibile “gobba” del Jumbo Jet.
Pat Nixon, la moglie del presidente degli Stati Uniti dell’epoca, battezzò il primo velivolo all’aeroporto di Washington: il 747 consegnato alla Pan Am e chiamato Victor Clipper. Era il 15 gennaio del 1970.

Il primo volo ufficiale avvenne una settimana dopo, sulla rotta tra New York e Londra. Inizia in quel momento la grande avventura dell’aereo che ha fatto la differenza. Oggi, dopo 45 anni di eccelsa attività, il calo del traffico aerei merci ha dato l’avvio alla fine di un’era. La Boeing ha annunciato che ha iniziato a dimezzare la produzione del 747-8, portandola da un esemplare al mese ad uno solo ogni due mesi a partire da settembre.

Chi ha volato sul jumbo, anche solo una volta, non lo dimenticherà mai. Vederlo fermo parcheggiato al suo gate come un enorme elefante che riposa prima di una traversata, rimarrà un’immagine insostituibile, così come quell’innata sensazione di eleganza e romanticismo che portava con se.

Il 747, rispetto al passato, è ora usato soprattutto come aereo cargo perché le compagnie preferiscono i più efficienti bimotori come il 777, ma questa è tutta un’altra storia da raccontare…


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