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ADR: quando i difetti diventano un business, e che business!

staff
19 aprile 2012

Quando guardo il suo blog o analizzo le sue foto, è inevitabile farmi scappare un sorriso. Lei dice di essere “la vestale della moda”. Molti la prendono di mira per i suoi look eccentrici, ma in realtà non hanno capito che tutto fa parte di un progetto più ampio. Lei vende se stessa e la sua immagine, da questo ricava fama e notorietà. Ma non bisogna dimenticare che lei, al contrario di altre che si improvvisano in un mestiere che non è il loro, è una stylist a tutti gli effetti.
Parlo della mia conterranea Anna Dello Russo. Classe 1962. Sì, esatto, di anni ne ha cinquanta, e si veste come una ragazzina. Indossa abitini in qualunque stagione dell’anno, da vera fashion icon, essendo sempre in piena salute ed evitando – non si sa davvero come – bronchiti e polmoniti. Fa bella mostra delle sue gambe scheletriche, e adesso pare vestire solo ed esclusivamente abiti di Puglisi. All’ingresso di uno dei suoi appartamenti milanesi (uno per lei, un altro per il suo immenso guardaroba ) anche il tappeto, fuori dalla porta d’ingresso, è griffato Chanel.
Molti miei conterranei baresi dicono di averla incontrata, per boutique o in giro per strada con il suo cane Cucciolina. L’hanno fermata, salutata, adorata, fotografata e glorificata. In realtà è giusto dire che nel campo lei è una delle poche donne realmente competenti. E’ spesso eccentrica ed over-dressed, ma è comunque una giornalista di moda con tanto di laurea in Arte e Letteratura all’attivo (nel mio stesso ateneo, tra l’altro). Non è una cretina. Ha saputo costruirsi il suo personaggio, ha saputo sfruttare la sua posizione e non posso non trovarla assolutamente adorabile quando, dopo più di vent’anni trascorsi fuori dalla mia adorata Puglia, continua ancora a mantenere l’inconfondibile cadenza barese. Non è bella, spesso non è elegante, non è propriamente chic, è eccessivamente magra, ha un accenno di gobba (non è una cattiveria, è la semplice verità), si trucca poco e non ha affatto dei bei capelli. Ma è Anna Dello Russo esattamente per tutti questi motivi.
E’ competente nel suo lavoro, dicono che sia estremamente professionale e il suo stile è una via di mezzo tra quello della regina d’Inghilterra – per quanto concerne la mole esagerata di gioielli che possiede e che indossa costantemente sovrapposti – e lo stile kitch delle donne del sud, con i suoi immancabili copricapi. Tra i suoi stilisti prediletti ci sono i siciliani Dolce e Gabbana che, come lei, hanno fatto del Made in South, un tratto distintivo del loro marchio. Non per nulla alle loro sfilate ultimamente sembrava di essere alla festa patronale del mio piccolo paesino.
Il suo stile è kitch. Ma se glielo dite, lei, probabilemte non si offenderà. Il kitch non è altro che la decontestualizzazione di un oggetto che viene, a sorpresa di tutti, posto in un ambiente nuovo. Lei fa esattamente la stessa operazione con gli abiti, abbinandoli tra loro in modi insoliti. Io amo i suoi orecchini di turchese, che tra l’altro indossa spesso. Ammiro la sua sempre perfetta manicure rosso fuoco. E non sopporto la sua postura. Pare sia simpatica e frizzante, come ogni buona donna del sud che si rispetti. Ha fatto dei suoi difetti, i suoi punti di forza. Le cake design (perchè adesso si dice così, il pasticciere è morto) della mia zona le fanno torte a tema per compleanni, onomastici ed eventi di varia natura. Io sono arrivata alla conclusione che se mi dovesse mai capitare di incontrarla per strada, probabilmente non la fermerei. Perché io odio importunare la gente, tanto quanto essere importunata, mentre faccio le mie cose, in giro per il mio paese, con il mio cane al guinzaglio (anche se io un cane non ce l’ho!).
Lei è l’emblema del mondo alla rovescia che regna nel fashion system. E’ la vestale di quel mondo spesso eccessivo, utopico e carnevalesco che si chiama Moda. Di quel mondo che ci fa sognare e con il quale vorremmo giocare così come fa lei. Non l’apprezzo quando dice che “fashion is always uncomfortable, when you feel comfortable you never get the look”. Se io ho un paio di scarpe strette ai piedi, o scomode o troppo alte, me ne frego del look…e le cambio. Se un vestito non mi fa sentire comoda… me ne frego lo stesso e ne cerco un altro che mi calzi a pennello e che mi faccia apparire comunque fantastica.
Di epigrammi come questo ce ne sono tantissimi, di sue sentenze o regole sulla moda ne è pieno il web. Molte sono delle provocazioni. Molte altre sono simpatiche. Lei non è di certo la prima ad esprimersi in questi termini. Diana Vreeland consigliava alle donne di lavare i capelli dei loro figli con lo champagne avanzato. E lei, per lo meno, non andava in giro quasi nuda, con questi vestiti di Puglisi che, perdonatemi, hanno un po’ stufato!
Mi sa che è da poco passato il suo compleanno. Auguri Anna.
Viva la Puglia.
Mangia di più e tieni dritta quella schiena.

 

St.efania