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Affari di famiglia

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14 giugno 2012

Ormai è risaputo da secoli: le scarpe sono il punto debole delle donne. Ma non per me. Io tendenzialmente odio comprarle. Quelle con i tacchi sono scomode, quelle troppo basse lo sono altrettanto, poi sono dure, lasciano i segni dietro i talloni, quelle con troppe fasce sul davanti premono eccessivamente, quelle con il tacco a stiletto sono instabili, eccetera eccetera eccetera. Per non parlare di quando arriva l’estate e i miei piedi iniziano a sudare.
Ogni anno si apre il capitolo: “Cercare nuove scarpe. La sciagura. Parte prima”. La parte seconda consiste sempre nel tornare a casa con scarpe simili a quelle che avevo perché io non riesco a beneficiare di quelle degli anni precedenti e quindi le sostituisco. Il motivo è semplice: le allargo, le sformo, le distruggo. E ovviamente non acquisto mai i modelli che mi piacciono di più perché sono automaticamente quelli che non potrei mai indossare. Insomma, per me fare shopping di questo genere è molto frustrante. Figuriamoci come sarebbe farlo su internet! Mai e poi mai comprerei un paio di scarpe senza provarle, per me è pura follia. È una cosa impensabile. Eppure non ho particolari difetti. Ho un tenero piedino numero 37, un po’ cicciottello secondo i miei canoni, ma comunque nella norma e ho anche una bella caviglia sottile, quindi sulla carta non dovrei avere problemi. E invece ne ho, e sono anche tanti! Vi racconto anche di quelle rarissime volte in cui ho deciso di spendere ingenti patrimoni per l’acquisto di scarpe di lusso. Volete sapere come è andata a finire? Che per timore di rovinarle (cosa che puntualmente succede!) ho cercato di usarle il meno possibile. Ma è stato tutto vano perché la seconda volta che ho calzato le mie Sergio Rossi sono tornata a casa con un vistoso graffio sul tacco.
Finalmente posso dirlo: odio comprare scarpe. Già immagino l’espressione di sdegno sul volto delle fashion blogger-barra-victim-barra-addicted. Io semplicemente rappresento l’eccezione che conferma la regola. Ne farei volentieri a meno. Quelle scatole di cartone con quanto vi è dentro non arriveranno mai a darmi le stesse emozioni provate dopo l’acquisto di una bella borsa. Per me non c’è gara.
Eppure pare che in passato le cose fossero diverse: leggende familiari vogliono che alla domanda di mia madre: “Cosa regaliamo alla cuginetta appena nata?” quando avevo solo tre anni, io abbia risposto: “LE SCARPE”. Ero piccola ma lungimirante: è lei tra le due quella che le colleziona e, avendone tante, tende a dimenticarsele e quindi indossa sempre le stesse. Io raramente ho potuto beneficiare del suo tesoro. La scusa decennale è sempre la stessa: “me le allarghi”.
In compenso, visto che io sono buona, ho deciso di farle un’offerta che non potrà rifiutare: le venderò a costo ribassato un paio di scarpe che ho acquistato (perché costavano oggettivamente pochissimo!) e che non avrò mai il coraggio di indossare per via del tacco troppo alto. La renderò felice e ci guadagnerò qualcosa.
Affari di famiglia, no?

 

St.efania