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Agricoltura biodinamica: si può fare?

Marco Pupeschi
25 novembre 2016

crespi

L’agricoltura biodinamica è tornata alla ribalta delle cronache nazionali grazie a Giulia Maria Mozzoni Crespi. L’ex “zarina” del Corriere della Sera e fondatrice del FAI è sempre stata una paladina dell’ambiente e della biodinamica: come presidentessa della fondazione ha proposto la conversione dei terreni gestiti dal Fondo Ambiente Italia, nonostante la forte opposizione a cui ha dovuto far fronte. “Ci attaccano, ma io rido – ha raccontato in un’intervista – So che andiamo a incidere su poteri forti e una parte di Accademia italiana ci boicotta. Dicono che facciamo stregonerie. Noi al contrario da tempo chiediamo invece che si faccia ricerca su questo settore”.

La produzione agricola biodinamica si basa sulla visione spirituale antroposofica del mondo, elaborata dal filosofo ed esoterista austriaco Rudolf Steiner. Per la verità la teoria biodinamica di Stainer fu elaborata da due suoi seguaci: l’agronomo Erhard Bartsch e il chimico Franz Dreidax, che fondarono nel 1928 l’associazione Demeter. Se la filosofia di Steiner fu apertamente osteggiata in Germania dal Nazismo, così non fu per la biodinamica dell’associazone Demeter. Il suo principale sostenitore fu Rudolf Hess che riteneva l’agricoltura biodinamica un ritorno ai metodi di coltivazione germanici. L’associazione Demeter cadrà in disgrazia nel 1941 seguendo il destino del suo paladino R. Hess e del suo cerchio magico (mai definizione fu più azzeccata come in questo caso).

New life

I principi fondanti della teoria biodinamica di Steiner sono da una parte il compostaggio, dall’altra le fasi della Luna. A questo bisogna aggiungere pratiche agricole antiche come il “sovescio” e la rotazione delle culture. I metodi proposti, una vera e propria “cura ompeopatica per la terra”, escludono l’utilizzo di innovazioni scientifiche o tecnologiche; mentre molta importanza viene attribuita alle “forze cosmiche” d al concetto di “energia vitale”.

Con tali presupposti – e nonostante un fatturato di 445 milioni di euro all’anno solo con i prodotti certificati a marchio Demeter – la biodinamica non può che essere definita una pseudoscienza e lo resterà fin quando non saranno effettuati maggiori studi. È esattamente ciò che si augura Mozzoni Crespi, che in occasione del convegno Per l’economia della terra organizzato dall’Associazione per l’agricoltura biodinamica all’Università Bocconi ha raccontato: “Non si può parlare di agricoltura guardando solo a un aspetto del problema. Mantenere la salute della terra significa ottenere alimenti più sani, e quindi abbassare le spese sanitarie. Difendere il paesaggio, e quindi recuperare posizioni in un settore in cui eravamo primi al mondo fino agli Settanta e ora siamo quinti. Avere un suolo più capace di assorbire l’acqua e dunque colture più resistenti alla siccità e meno rischio alluvioni. Tutto questo esiste già, ma non basta: va migliorato investendo nella ricerca per affinare tecniche che già oggi sono vincenti“.


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