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Ahura, quando la cosmetica è etica: intervista a Elisabetta Iolli

Virginia Francesca Grassi
22 marzo 2017

In azienda la chiamano la “Signora dell’INCI”: lei è Elisabetta Iolli, fondatrice insieme a Rita Venturelli e Cristina Menardi di Ahura.
Il nome ha un sapore antico, ma il progetto è italiano, attualissimo e tutto al femminile: un brand di cosmesi naturale capace di unire i benefici dell’agricoltura bio-dinamica e della fitoterapia al mondo della skincare.
Il risultato? Prodotti di altissimo livello, con materie prime non solo eco certificate, ma anche equosolidali: un lusso in termini di qualità, ma con prezzi al pubblico assolutamente democratici. Perché la bellezza autentica deve essere di tutti.
Una filosofia di vita, nel segno del rispetto e della gratitudine, un etica del benessere a 360°.

Come è cominciata la sua esperienza nella cosmesi naturale?
Nel 1990 ho creato insieme a un socio un primo laboratorio di preparazioni spagiriche, tutt’ora presente sul mercato: si è trattato di un’esperienza formativa sotto tutti i profili, che si è conclusa nel ‘99. Negli anni seguenti mi sono dedicata all’approfondimento e alla ricerca in campo alchemico-spagirico e ho incontrato Rita Venturelli e Cristina Menardi. Rita, dopo gli studi in Agraria, ha lavorato in Zambia e Mozambico, dove ha seguito il progetto e lo sviluppo di cooperative femminili per la produzione vegetale e zootecnica. Ci unisce l’interesse per la medicina naturale e per l’agricoltura biodinamica, che affonda le radici nello studio dell’antroposofia e del pensiero di Rudolf Steiner, nel solco del quale Cristina si è formata come insegnante.

È nato così Ahura?
Sì, Ahura nasce dall’intersecarsi di tre vite, sia sul piano personale, che professionale. Nel 2002 abbiamo dato vita al nostro laboratorio, scegliendo di aprire ad Alzate Brianza, in provincia di Como. L’anno seguente, dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, abbiamo avviato la produzione, che si articola in due diverse direzioni. Da una parte il terapeutico, con integratori alimentari a base di piante e dei loro derivati, come tinture madri spagiriche, opercoli e sciroppi; dall’altra abbiamo puntato invece sul settore cosmetico, rappresentato da una serie di linee professionali per il benessere.


Da dove viene il nome Ahura?
Ahura significa letteralmente “spirito che crea la vita”. È un termine che ha origini persiane, deriva dall’antico avestico anshu, che significa “respiro vitale” e che si collega anche ad ansu (spirito) e che corrisponde al sanscrito asura. Zarathuštra, il profeta fondatore dello Zoroastrismo, predicò che tutto ciò che di benefico esiste per il genere umano è stato creato da Ahura Mazdā.

La vostra è una vera e propria filosofia di vita?
Assolutamente. Abbiamo scelto un nome senza dubbio importante, proprio per dimostrare che ogni cosa che produciamo è concepita nel rispetto di tutta la creazione e della natura, da cui peraltro attingiamo le nostre materie prime. È la nostra filosofia di vita, nel segno del rispetto e della gratitudine.

Le vostre materie prime non solo sono eco certificate, ma anche equosolidali. Si tratta di una scelta molto coraggiosa in un mercato competitivo come quello della cosmetica…
Ahura è un laboratorio al femminile, per questo cerchiamo di promuovere la parità di genere nel mondo del lavoro e soprattutto nei paesi poveri, di consentire alle donne di accedere ai benefici di un mercato che le rispetti, senza discriminazione, con una giusta retribuzione e con l’apprezzamento del loro lavoro. Ecco perché puntiamo su ingredienti certificati ed equosolidali, e allo stesso modo presentiamo i nostri prodotti con dei prezzi assolutamente democratici: un buon cosmetico deve essere accessibile a tutti, è una questione di etica.

Il mercato della cosmetica biologica è un trend in crescita: secondo lei a che cosa è dovuto questo risveglio green?
Ho iniziato a produrre cosmetici biologici nel 1990: all’epoca eravamo pochissime aziende e in questi anni ho visto l’evolversi del mercato, specialmente nella ricerca delle materie prime e dei principi attivi. Questo ci ha permesso di migliorare continuamente, perché il mercato richiede sempre di più prodotti cosmetici naturali e compatibili con l’organismo: le donne soprattutto sono sempre più consapevoli, attente e oculate nelle loro scelte. Questo premia loro e premia noi.

So che in azienda la chiamano “la Signora dell’INCI”. Che consigli darebbe a chi si sta accostando al mondo della cosmetica bio e green per riconoscere i prodotti migliori e con un buon INCI?
Personalmente non acquisto nulla, sia cosmetico, sia alimentare, se prima non ho letto l’INCI: voglio sempre sapere che cosa sto acquistando. Leggere sull’etichetta la lista completa in ordine decrescente di concentrazione degli ingredienti è essenziale. Per esempio, una buona crema deve avere ai primi posti gli oli vegetali, estratti di piante che vengono indicati con il nome latino e non oli minerali. Subito dopo, gli emulsionanti e le sostanze strutturali che non devono derivare dal petrolio (PEG-PPG). Poi grande attenzione alle sostanze inquinanti (EDTA, DEA, MEA, TEA, MIPA, BHT), ai siliconi e ai dimeticoni, che vanno evitati. Alcune sostanze funzionali come le vitamine fondamentali in una buona crema sono meno individuabili perché indicate con nome chimico: per esempio, tocopherol per la vitamina E e retylin palmitate per la vitamina A. Nella parte inferiore della lista con una percentuale sotto l’1% ci sono i conservanti e gli oli essenziali con allergeni o fragranze.


Quali sono i prodotti indispensabili che dovrebbero essere sempre rigorosamente green?
Nei nostri beauty case non dovrebbe mai mancare un buon prodotto per la detersione, come il latte detergente Ahura, senza tensioattivi di derivazione petrolchimica. È poi indispensabile un trattamento idratante giorno e notte e importantissimo un buon prodotto per il contorno occhi, noi ne proponiamo due, in crema e siero, della linea Eufrasia. Infine, una speciale attenzione va senz’altro riservata ai prodotti per le labbra.

Quali sono i vostri piani per il futuro?
Per ora siamo focalizzati sullo sviluppo del mercato web, non solo per restare il più possibile al passo con i tempi, ma anche per avere una comunicazione diretta e corretta con i nostri clienti. Essere vicini ai consumatori è una questione che va ben al di là della pura concorrenza commerciale.


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