Advertisement
Fotografia

Al Mast di Bologna gli scatti di Emil Otto Hoppé

Alberto Pelucco
18 febbraio 2015
Rendezvous at the London Stock Exchange, 1937, England Vintage gelatin silver print © E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance

Rendezvous at the London Stock Exchange, 1937, England
Vintage gelatin silver print
© E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance

Benito Mussolini, Ezra Pound, Thomas Stearns Eliot, Rudyard Kipling, Giorgio V, Filippo Tommaso Marinetti, Albert Einstein.
È ritraendo personaggi famosi che il fotografo autodidatta Emil Otto Hoppé trova la sua affermazione. Eppure, quasi nessuna delle foto esposte alla mostra “Emil Otto Hoppé: Il Segreto svelato Fotografie industriali, 1912-1937”, allestita al MAST di Bologna, ha a che fare con questi personaggi.

Le immagini si concentrano, invece, sul mondo dell’industria, di quella Seconda Rivoluzione Industriale che nel secondo Ottocento imprimerà una forte accelerazione alla storia umana.

Nato nel 1878 a Monaco di Baviera, Emil Otto Philipp Hoppé sembrava avviato a un futuro in banca, quando nel 1902 cominciò a fare fotografie amatoriali. All’inizio, i soggetti prediletti erano, come detto, ritratti e paesaggi, sostituiti poi da scenari di vita industriale.

Rotary Kilns Under Construction in the Boiler Shop, Vickers-Armstrongs Steel Foundry, Tyneside,1928, England Modern Digital Print © E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance

Rotary Kilns Under Construction in the Boiler Shop,
Vickers-Armstrongs Steel Foundry, Tyneside,1928, England
Modern Digital Print
© E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance

 

Ma come si legano questi due interessi tanto diversificati? Tutto si spiega con il periodo in cui vive l’autore, caratterizzato da un notevole sviluppo tecnico-scientifico. A differenza della Prima – quella tessile, che ebbe per teatro l’Inghilterra settecentesca –, la Seconda Rivoluzione Industriale aveva messo a punto tecnologie innovative non attraverso scoperte occasionali o individuali, ma con ricerche specializzate in laboratori scientifici.

Figlio del suo tempo, Hoppé immortala il mondo del lavoro a tutto tondo, come si presentava allora, ma prevedendo anche quali sarebbero stati i suoi sviluppi futuri. Di una macchina industriale individua sia quello che si vede, sia quello che, per ragioni di prospettiva o chiaroscuro, elude l’occhio umano. Ad essere raffigurato non è solo l’oggetto hic et nunc, ma anche la ratio dietro la sua costruzione.

Turbine, caldaie, aeroplani, eliche e navi sono raffigurate con una prospettiva ravvicinata, che li rende immensi nelle proporzioni, ed esplorate a 360° gradi, come se il fotografo ne conoscesse ogni angolo o anfratto. Talvolta, sembra che egli sia in grado di concepire e illustrare già l’assetto futuro di un ponte, prima ancora che questo sia completato. A rivelare quei particolari che potrebbero sfuggire alla vista, concorrono anche i chiaroscuri.

Sydney Harbour Bridge from the South Side, 1930, Australia Modern Digital Print © E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance

Sydney Harbour Bridge from the South Side, 1930, Australia
Modern Digital Print
© E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance

La scelta di illustrare tutte le sfaccettature di un impianto mostra quanto stretto sia il rapporto dell’uomo con le macchine. L’essere umano di Hoppé non sente la fatica o il logorio fisico del lavoro, come invece si vede nel celebre film “Tempi Moderni” di Charlie Chaplin, ma si integra armoniosamente con i macchinari: i lavoratori conoscono a fondo la macchina, perché padroneggiano gli studi e l’epoca che ne hanno permesso la costruzione.

Come quando, partendo da una fotografia sulla Tour Eiffel, elaboriamo considerazioni sul ferro che ne compone lo scheletro, materiale robusto e resistente, divenuto disponibile solo nel Secondo Ottocento; l’occasione di costruzione della torre, cioè l’Esposizione Universale del 1889; il contesto storico, vale a dire un’epoca in cui l’uomo europeo rivendica la propria superiorità sotto tutti i fronti (politico, con l’imperialismo; artistico, con le avanguardie; economico, con il capitalismo; finanziario, come illustra lo scatto lettori di un quotidiano economico locale, presso la Borsa di Londra).

La fotografia industriale di Hoppé è la migliore rappresentazione dell’uomo moderno. Chi oggi governa i nostri Paesi, produce ricchezza, crea opere d’arte, è lo stesso che popolava il mondo di Hoppé e che egli ritrasse come autore e testimone della trasformazione del suo tempo, da Mussolini a Giorgio V, da Marinetti a Eliot, da Kipling a Einstein. La Storia si ripete!

Alberto Pelucco

Emil Otto Hoppé: Il Segreto svelato. Fotografie industriali, 1912-1937
21 Gennaio – 3 Maggio 2015
MAST Via Speranza 42, Bologna, Italy
Orari di apertura
Martedì – Domenica: 10.00 – 19.00
Informazioni
Web: www.mast.org
Mail: segreteria@fondazionemast.org
Ingresso gratuito


Potrebbe interessarti anche