Fotografia

Al Mast di Bologna le origini del lavoro moderno

Alberto Pelucco
30 aprile 2014
Antonio Paoletti Impresa Umberto Girola, Diga di Agaro, 1935-1941 © Antonio Paoletti, courtesy Michael Jakob

Antonio Paoletti
Impresa Umberto Girola, Diga di Agaro, 1935-1941
© Antonio Paoletti, courtesy Michael Jakob

Sono l’industria, il lavoro, ma soprattutto gli uomini i protagonisti della mostra “Capitale Umano nell’Industria”, che alla Fondazione Mast di Bologna pone l’accento non solo sulla rivoluzione industriale come evento storico, ma anche sulle sue implicazioni sociali ed economiche sulla vita delle persone.

Oltre 200 immagini dipingono un quadro a 360° del mondo del lavoro, in tutte le sue sfaccettature, compreso il fenomeno dell’immigrazione, di cui proprio il lavoro è da sempre una delle cause principali.

A questo proposito, esemplare è lo scatto dell’emigrante italiano, realizzato dal siciliano Tano D’Amico, fotoreporter oggi celebre soprattutto per il risalto dato alle manifestazioni di piazza negli anni Sessanta.

Tano D'Amico Emigrante italiano, Zurigo, 1972 © Tano D’Amico, Courtesy S.T. foto libreria galleria, Roma

Tano D’Amico
Emigrante italiano, Zurigo, 1972
© Tano D’Amico, Courtesy S.T. foto libreria galleria, Roma

L’immagine illustra alla perfezione anche la condizione sociale del personaggio, ritratto in un locale sobrio, spoglio, dotato solo di una misera branda e un armadio. L’alternanza di luci e ombre, colori chiari e scuri conferiscono vivacità e movimento a una scena con il protagonista in posa statica.

Del tutto diverso invece lo scatto di Antonio Paoletti, che con Gabriele Basilico è uno dei fotografi che hanno più efficacemente documentato la crescita delle città all’inizio del Novecento.

Lo scatto, realizzato dall’alto, si ricollega a un evento storico: la costruzione della diga di Agaro, paese presso Verbania che, nel 1938, dopo sette secoli di esistenza, fu sommerso dalla costruzione di una diga costruita per creare un bacino di una centrale idroelettrica. Un fatto che all’epoca suscitò numerose proteste da parte della popolazione locale, che dal XIII secolo vi praticava l’allevamento.

Mike Mandel  & Larry Sultan Untitled From “Evidence”, 1977 © The Estate of Larry Sultan & Mike Mandel, Courtesy Galerie Thomas Zander, Cologne

Mike Mandel & Larry Sultan
Untitled From “Evidence”, 1977
© The Estate of Larry Sultan & Mike Mandel, Courtesy Galerie Thomas Zander, Cologne

Quella di Agaro è soltanto una delle tantissime conseguenze della Rivoluzione Industriale sulla vita delle persone. Infatti, nonostante questo fenomeno abbia avuto inizio nella seconda metà del Settecento in Inghilterra, è solo tra fine Ottocento e inizio Novecento che i suoi effetti sono stati più evidenti in Europa.

Basti pensare alla nascita di strutture per il tempo libero, avvenute proprio in questi anni; oppure allo sviluppo dei piani regolatori e illuminazione stradale a gas in città come Milano o a Parigi, dove nell’esposizione universale del 1899 è stato realizzato uno dei manifesti di quest’epoca: la  celebre Torre dell’ingegner Gustave Eiffel, tra le prime a impiegare il ferro, che proprio la Rivoluzione Industriale ha reso finalmente disponibile in quantità fino a poco prima impensabili.

Queste e molte altre sono le tappe di un emozionante viaggio nel passato a bordo di una eccezionale macchina del tempo: la fotografia.

Alberto Pelucco

“Capitale Umano nell’Industria”
dal 23 aprile al 30 agosto 2014
Fondazione MAST
 | Via Speranza, 42
40133 Bologna
Informazioni: www.mast.org
Orario: da Martedì a Sabato 10:00 – 19:00

Ingresso Libero


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