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Al posto di Bailey? Phoebe Philo (forse). E la Philo mania continua

Martina D'Amelio
2 novembre 2017

Da sinistra, Phoebe Philo, Anna Wintour e Marco Gobbetti nel 2013

La notizia dell’abbandono di Burberry da parte di Christopher Bailey è ancora fresca, ma puntuale come ogni volta che un posto da direttore creativo si libera spunta il nome di Phoebe Philo. Sarà questa la volta buona o è ancora solo Philo mania?

Da quando i rumors si rincorrono su un prossimo addio della designer alle fila di Céline, il fashion system non fa altro che ipotesi sulla sua carriera futura – soprattutto quando qualche poltrona risulta vacante. Ma in questo caso – forse – il mondo della moda ha qualche prova in più del solito per giustificare le proprie supposizioni.

In primis, la stilista (inglese, tra le altre cose) ha già lavorato con l’ad di Burberry Marco Gobbetti, che prima di approdare nella fashion house a luglio 2017 ha ricoperto il ruolo di presidente e ceo proprio da Céline, sin dal 2008. Considerato che Phoebe Philo è stata direttrice creativa della Maison per 9 anni ed è stata voluta proprio da Gobbetti, sebbene abbia per la maggior parte del tempo esplicato i suoi doveri da Londra, i due devono conoscersi (bene) sul piano lavorativo.

Se valutiamo poi che la decisione di Bailey, per quanto nessuno se l’aspettasse, è stata ben ponderata e che l’uscita di Gobbetti da Céline è avvenuta in realtà sin dall’anno scorso, diventando operativa solo a luglio 2017 per il cosiddetto gardening leave, tutte le parti in causa sembrano concordare quantomeno sulle tempistiche. Gobbetti avrebbe avuto parecchio tempo per ponderare la scelta di un nuovo direttore creativo per Burberry, ipotizzando che Bailey avesse ben chiare le sue intenzioni almeno sin dall’avvento del nuovo ad (e, probabilmente, già in occasione della sua nomina). Anche se Philo, nonostante tutto, è ancora da Céline e Lvmh ha recentemente sentenziato: “Nessun cambio imminente in vista”. Qualche settimana fa però BoF ha riportato la notizia dell’apertura di una ricerca e selezione avviata dal gruppo e mirata alla sua sostituzione: “I colloqui sono iniziati da qualche mese a questa parte”, avrebbe dichiarato una delle fonti in forma confidenziale e anonima. Un’affermazione prontamente smentita dalle fila di Lvmh. Un’altra indiscrezione farebbe però pensare a un addio della designer: secondo quanto dichiarato da MFFashion, l’ufficio stile di Céline starebbe assistendo pian piano all’uscita dei suoi componenti, quasi come a preparare un cambio di rotta.

Il processo di assunzione per il sostituto di Bailey comunque è già ufficialmente iniziato, ha fatto sapere dal canto suo Burberry. E diversi illustri analisti, tra cui Mario Ortelli di Bernstein, John Guy della Mainfirst Bank e Thomas Chauvet di Citigroup hanno indicato con insistenza proprio Phoebe Philo.

In ogni caso, Bailey uscirà dal board di Burberry a marzo 2018 ma esplicherà le sue funzioni fino al 31 dicembre 2018, aiutando il marchio nel delicato processo di transizione – quindi c’è ancora tempo per pensare al nuovo volto del brand britannico. Oltre alla stilista, sono già spuntati i nomi di Jonathan Anderson (già direttore creativo di J.W. Anderson e Loewe), Stefano Pilati (ex Zegna), Italo Zucchelli (ex Calvin Klein) e Riccardo Tisci (ex Givenchy). E, soprattutto, fare congetture sul futuro lavorativo di Phoebe Philo. La domanda è una sola: abbandonerà mai effettivamente la sua poltrona da Céline? Almeno per ora, la Philo mania continua.


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