Leggere insieme

Alice nel Paese delle Meraviglie – Nella tana del coniglio

Marina Petruzio
12 novembre 2016

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Ecco qui l’Alice di Eric Puybaret. Con l’adattamento di Joe Rhatigan & Charles Nurnberg, Nella tana del coniglio, edito da Giralangolo, racconta la prima parte dell’avventura del magico sogno di Alice, giù per il buco nella tana del Coniglio Bianco, per l’occasione in panciotto damier bianco e blu e cup rosa. E mentre la favola si dipana, seppur adattata allo spazio di un albo illustrato, del tutto simile all’originale sono le illustrazioni, a raccontarci dell’immaginario chiuso nella memoria bambina dell’autore.

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Ancora bionda, Alice è però una bambina dei nostri tempi. Indossa comode scarpette rosse senza lacci, una gentilezza da parte sua per i suoi piedi, che così potranno arrangiarsi da soli a infilarle quando lei sarà troppo fuori portata per occuparsi di loro, impegnata a crescere a dismisura. E dinamici pois rossi sul corpino del vestito – che non è azzurro di disneyana memoria – e dal quale è sparita traccia del sempiterno grembiulino bianco a protezione dell’indumento più prezioso. Segno che ora ci si può anche sporcare!

E mentre la storia ricalca la favola che il reverendo Charles Lutwidge Dodgson, in arte Lewis Carroll, inventò lì per lì e che solo più tardi scrisse per far piacere a una bambina che amavo, Puybaret la illustra in quel modo un po’ rarefatto, ai confini del sogno, dove fiori a trombetta ospitano personaggi minuscoli, una rana indossa un abito con tuba rosa a pois gialli, il Dodo (Do-Do-Dodgson!) un paio di soffici paraorecchie rosa sotto la tuba nera e l’Anatra ( Duckworth, il reverendo amico di Dodgson) un cappotto rosso con collo a scialle dello stesso rosa e soffice pelo del paraorecchie di Dodo e un rotondo quanto poetico salvagente color piede di papero.

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Gli occhi azzurri, come da tradizione, illuminano il viso di Alice e ne hanno una parte da protagonisti. Puybaret li traccia così, come la sua immagine di Alice, quella rimasta in lui dall’infanzia vuole: spalancati sul sogno, grandi, espressivi e meravigliati per qualsiasi cosa.

“Ho l’impressione – dice Puybaret al termine dell’albo –  che ciascuno di noi abbia un particolare legame con Alice. Per questo ci sembra così famigliare. Il mio è rappresentato dal modo nel quale si lascia stupire da ciò che le accade: lei si meraviglia di ogni cosa, proprio come me. In realtà, credo che tutti noi viviamo nel Paese delle Meraviglie, soltanto che non ce ne rendiamo conto. Dobbiamo solo lasciarci sorprendere dalle meraviglie del mondo”.

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E mentre il testo arriva come un’eco, sono le immagini che rapiscono e trattengono l’attenzione.

Lo sguardo di Alice indica la direzione da seguire: dritta negli occhi di un Bruco Blu, sgranati e in alto a coprire una distanza irraggiungibile, persi e sognanti al ricordo della gatta Dina, una campionessa nella caccia al topo. E dovreste vederla inseguire gli uccelli.

Oh! Caspita! Quel pensiero spaventoso fece scappare via tutti gli animali.

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Seguendo il pensiero di Puybaret e l’immagine propria di Alice torna alla memoria Aldo Busi che nell’introduzione alla sua traduzione di Alice nel paese delle meraviglie affermava: “E dunque che cosa sarà Alice se non un libro per adulti stufi di crescere per niente? Sarà il loro hula hoop che accerchia l’emozione dell’infanzia, la quale, come per quasi tutte le cose, la si possiede appieno quando è definitivamente perduta e diventa una vera esperienza quando si finisce per cominciare a immaginarsela”.

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E mentre i pensieri vanno perlustrando immagini sopite, immaginari bambini, desideri di immedesimazione, i bambini, quelli veri che nell’infanzia ci passano le loro giornate, saranno ancora lì  a godersi le illustrazioni, rotonde, dai colori cremosi sì! ma anche decisi, in quel mondo che cambia di pagina in pagina, che muta un ramo in una personaggio col naso a punta dall’espressione sognante, ma che sicuramente si burlerà di te, su quel fungo azzurro dai granulosi pois gialli, sin là, a quella casetta, due alte palme a pennacchio di paesi lontani, un albero gonfio come uno sbuffo di fumo, l’ombrellone azzurro rotondo e una tavola apparecchiata per il tè.

Sono stupefacenti tutti questi cambiamenti…si disse Alice.

 

Alice nel Paese delle Meraviglie
Nella tana del Coniglio
scritto da Lewis Carroll
adattamento di joe Rhatigan & Charles Nurnberg
illustrato da Eric Puybaret
testo italiano di Anselmo Roveda
edito Giralangolo
euro 15,00
età di lettura: per tutti!


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