Beauty

All Woman Project: quando la bellezza è autenticità e non stereotipo

Kiki
3 febbraio 2017

La diversità come valore, non discrimine. La femminilità intesa come qualcosa di autentico, al di là di modelli e barriere. La bellezza come sinonimo di unicità e non ideale precostituito a cui conformarsi a tutti i costi. Sono questi i principi cardine attorno a cui ruota “All Woman Project”, movimento che si pone come obiettivo quello di celebrare tutte le donne, di ogni forma, dimensione e colore.

Senza dubbio una sfida ambiziosa, promossa da chi gli stereotipi li ha vissuti – anche dolorosamente – sulla propria pelle: come Charli Howard, mannequin britannica che ha lasciato la propria agenzia dopo l’ennesima richiesta di perdere peso, e Clementine Desseaux, modella curvy proud. Il duo nel 2016 ha deciso di dare il via all’iniziativa, riscuotendo subito un grande successo. “Le donne sono spesso segregate o stereotipate della moda e dai media – raccontano le due – Non dovrebbe essere la nostra forma a definire la nostra femminilità o le nostre capacità. Tutti noi abbiamo difetti fisici o imperfezioni che ci fanno più o meno belli. Invece di ritoccarci, dovremmo abbracciarci. Sono i difetti che ci definiscono come donne uniche, sono la nostra forza e anche parte del nostro carattere”.

 

Un progetto fatto dalle donne per le donne, che cerca faticosamente di sdoganare un’immagine più serenamente consapevole della femminilità attraverso una guerra combattuta su due fronti. Quella delle nuove generazioni – attraverso workshop e progetti formativi per insegnare alle adolescenti ad amarsi e ad accettarsi – e quella mediatica, con una serie di iniziative di sensibilizzazione. Charli e Clementine hanno infatti appena lanciato la loro seconda campagna che cade significativamente qualche giorno prima dell’inizio della New York Fashion Week: una serie di scatti e un video realizzati da un team interamente femminile, tra cui spiccano la fotografa Heather Hazzan, la video-maker Lili Cummings, la stilista Calvy Click, la make-up artist Alyssa Lorraine e la produttrice Les Mijotés, oltre a sette modelle, “donne audaci e uniche, in cui tutte le donne del mondo possono rispecchiarsi e riconoscersi“. Sono loro: Iskra Lawrence, testimonial del brand di lingerie Aerie, da tempo impegnato nella “body-positive campaign”, la surfista Quincy Davis, la fitness guru Holly Rilinger, l’accademica Lyn Slater, e le modelle Mari Agory, Paloma Esser e Khoudia Diop,

Al bando i ritocchini del chirurgo e quelli di photoshop, i falsi miti delle taglie zero, del “magro è sempre bello” e delle “rughe mai”, largo invece alla bellezza femminile, quella vera, quella naturale, più sensuale ed elegante che mai. E con tanto di hashtag: #iamallwoman.

Che la rivincita delle donne normali sia finalmente arrivata?


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