Blog del Direttore

Alla scoperta della Manifattura Blancpain

Luca Micheletto
8 dicembre 2014

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Avete mai pensato a cosa si cela dentro la cassa del vostro orologio? Non tutti sanno che molto spesso al nostro polso portiamo delle complicazioni meccaniche che hanno richiesto la mano di un maestro orologiaio e che necessitano di una accurata manutenzione.
Quando la storica Maison svizzera Blancpain – fondata nel lontano 1735 – mi ha invitato a passare un paio di giorni nei pressi di Losanna per visitare le manifatture di Le Brassus e di Le Sentier, nella Vallée de Joux, ho subito accettato con piacere e pieno di curiosità.

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La prima è un vero e proprio tempio dell’alta orologeria, dove un piccolo gruppo di silenziosi maestri in camice bianco rimangono concentrati per ore su microscopici elementi che dopo settimane di lavoro formeranno gli orologi pronti per essere consegnati ai facoltosi clienti che hanno scelto di spendere cifre che possono raggiungere i 300mila euro. Come nel caso di complicazioni come il Tourbillon o il Carrousel o addirittura del Le Brassus Tourbillon Carrousel, un orologio che nessun’altra Maison è in grado di eguagliare, trattandosi di un prodotto inedito al mondo che vede due regolatori di precisione utilizzati nel medesimo orologio da polso.

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Ma la vera sorpresa è scoprire che la cura maniacale per i dettagli non si esaurisce solo nei meccanismi ma riguarda anche le decorazioni, come gli splendidi smalti realizzati a mano sul quadrante e le bizzarre scene di Kamasutra con personaggi in movimento che vengono commissionate da clienti e collezionisti e realizzati artigianalmente sul retro della cassa.
Già dopo pochi minuti nella manifattura di Le Brassus mi sono reso conto di come nel caso di Blancpain l’accostamento di termini come tradizione e innovazione non costituisca un’antinomia, ma anzi un connubio perfetto al centro della filosofia della Manifattura, che non conosce la catena di montaggio.

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Ma le sorprese non finiscono qui: la più antica manifattura svizzera – che nel 1926 ha costruito il primo orologio automatico della storia – dispone infatti anche di una grande sede a Le Sentier, dove vengono prodotti internamente tutti gli elementi necessari alla creazione di questi capolavori da polso.
L’atmosfera è sicuramente meno ovattata e affascinante di quella dei laboratori di Le Brassus, ma anche qui si percepisce l’attenzione che la Maison Blancpain dedica ad ogni fase di lavorazione, tanto da produrre non più di 30 pezzi al giorno contro le migliaia che quotidianamente escono dai laboratori di altri prestigiosi brand elvetici.
Insomma, questa due giorni nella leggendaria Vallée de Joux mi ha regalato un tuffo in un mondo molto spesso sconosciuto ma che riesce a difendere strenuamente le antiche tradizioni tramandando di generazione in generazione un sapere unico ed eccezionale.