Expo 2015

Alla scoperta di Padiglione Italia

Marco Maria Medardo Marcucci
23 febbraio 2015

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Proprio come vi avevamo anticipato poche settimane fa, anche il Padiglione dedicato al nostro Bel Paese è pronto per fare il suo debutto sul palcoscenico di Expo 2015. Facente parte di quel famoso 20% di opere ancora in fase di “rifinitura”, ci fa sperare che architetti ed ingegneri abbiano lasciato il meglio per ultimo così da potersi tutti concentrare sulla punta di diamante.

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È ad uno scafo che rimanda il primo sguardo che volgiamo al nostro padiglione che svetterà alla periferia di Milano, circondato da altri cluster. Un maestoso scafo come quello del Titanic, ma costruito sulla scia del trend ben più moderno che ci accompagna da molti anni a questa parte. Rispetto dell’ambiente e riutilizzo di materiali riciclati sono concetti innovativi che, fusi con putrelle e cemento armato, danno un esito strabiliante. Solide basi del passato per uno slancio nel futuro.

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Certo, ma può essere che questa volta architetti, designer ed ingegneri si siano trovati tutti d’amore e d’accordo? A quanto pare sì, afferma l’architetto capo del progetto Michele Molè, affiancato dal professor Emilio Pizzi del Politecnico di Milano.

“Questo alla fine sarà un palazzo a emissione quasi zero” continua Molè, elencando le numerose installazioni di fonti energetiche alternative, prime fra tutte l’energia fotovoltaica ma anche un sistema innovativo di energy saving che utilizzerà i vetri della struttura per intrappolare ed incanalare il calore ricavato e per riutilizzarlo in maniera sostenibile.

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Ospiterà al suo interno una zona espositiva, una per gli eventi, una per il reparto amministrativo e direzionale, una dedicata alle conferenze, un ristorante da “sciuri” e una terrazza panoramica.

“Tutto sarà pronto per l’inaugurazione del primo di maggio, non c’è un piano B” conclude Molè rassicurando tutti, milanesi e non solo. Ora resta da vedere se non si creeranno ulteriori intoppi e, toccando ferro, sperare che il destino del padiglione sarà più raggiante di quanto non sia stato quello del Titanic.


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