Allarme tecnologia e protezione dei minori: spopolano i sistemi di “parental control”

staff
9 luglio 2012

Navigando su internet, si sa, si può trovare veramente di tutto. Dal video omofobo di Cassano, a Sara Tommasi rapita da un gruppo di alieni arrapati, passando per il “Celeste” presidente Formigoni che si veste da Zorro per spiegarci le sue iniziative in regione, il mondo della rete è sconfinato. Tutte cose che fanno parecchio male ai ragazzini, ma dalle quali non sono poi così attratti come accade con altri tipi di fenomeni, ahimè, molto più pericolosi del degrado culturale e politico citato sopra, che trovano stretta relazione sia con l’elevato consumo del mezzo, sia con la facilità di stabilire contatti in maniera quasi compulsiva con chiunque, soprattutto con l’avvento dei social network. Prova ne sia il fatto che la parola “contatto” è divenuta, in breve tempo, comunissima tra le giovani generazioni proprio in relazione a questi nuovi mezzi di comunicazione. Il contatto virtuale e i pericoli ad esso correlati sono noti da anni e sono ulteriormente aumentati man mano che una certa fascia di utenza ha avuto la possibilità di affacciarsi in maniera talvolta spregiudicata a queste nuovi canali. In molti casi le relazioni stabilite in questo ambito sono state al centro di fatti di cronaca il cui prologo è quasi sempre lo stesso; i dati statistici sono allarmanti e parlano di un 14% dei giovani dai 9 ai 16 anni che manda foto e video osé a qualcuno che non conosce. Il 15% invia informazioni personali a qualcuno che non ha mai incontrato e il 16% finge di essere qualcun’altro. I 34% invece si mette in contatto con persone che non ha mai conosciuto dal vivo. Queste cifre, che riguardano i giovani europei, hanno interessato in numero maggiore i genitori americani che, preoccupati per il degenerare della situazione, hanno deciso di affidarsi a dei sistemi di parental control, ovvero sistemi di sicurezza che permettono di “guidare” il comportamento del minore durante la navigazione attraverso il blocco di alcuni siti, nonché visionare la posta elettronica e tutti i messaggi o sms inviati e ricevuti dallo stesso. Quanto sia diventato importante e diffuso il controllo dei genitori sul traffico cibernetico dei figli lo si capisce dal proliferare di questi software che sembrano essere diventati ormai indispensabili per tutte le giovani famiglie. Del resto bisogna adeguarsi alle stagioni: prevenire i nuovi virus con i vaccini adatti. Sarebbe bello, però, non delegare tutto alle macchine e diventare loro schiavi anche nei rapporti con i nostri figli. Parlare, confrontarsi e spigare loro i rischi in cui potrebbero incorrere rimane sempre il metodo migliore anche per il futuro del rapporto. Insegnare una consapevolezza di cosa sia internet e come vada usato è il passo fondamentale per poter stare tranquilli e al contempo non invadere eccessivamente la privacy dei ragazzi – che sentendosi eccessivamente “spiati” potrebbero avere una reazione pericolosamente opposta! Spazio, dunque, alla navigazione “familiare”, in compagnia di mamma e papà, e alle buone abitudini nell’utilizzo del pc: dal posizionamento del computer in una stanza comune (e non nella cameretta del bambino) alla limitazione del numero di ore di navigazione, dal controllo di chi siano gli amici online e dei siti che vengono abitualmente visitati, fino alla spiegazione del perchè non bisogna fornire informazioni strettamente personali (luoghi di frequentazione, zona in cui si abita, numeri di telefono, fotografie) e del perchè sia necessario informare subito i genitori se qualcuno conosciuto online chiede un incontro dal vivo. Il dialogo è e sarà sempre la difesa e l’arma migliore.

 

Alessandro Giuliano