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Fitness & Wellness

Allenati con il divertimento del free climbing

staff
3 settembre 2012

Nell’attesa di riprendere gli allenamenti in palestra, per chi ha voglia di dedicare ancora qualche settimana, meteo permettendo, a sport alternativi, è arrivato il momento di provare il free climbing. Più comunemente conosciuta come ‘arrampicata’, si tratta di una vera e propria salita di un ostacolo che generalmente si compie all’aria aperta, sfidando una parete rocciosa.
In realtà oggi questa attività si è sviluppata in altre varianti, grazie all’ausilio di pannelli artificiali o strutture studiate appositamente per potersi arrampicare in tutta sicurezza. La disciplina del free climbing ha una duplice utilità: oltre a rappresentare un allenamento vero e proprio, dal momento che necessita di abilità e di forza motoria, ha anche un’importante componente psicologica. Oggi anche nelle nostre città è possibile imparare ad arrampicarsi senza dover necessariamente andare ad ascendere una montagna rocciosa, sebbene l’esperienza sia senza dubbio ben più emozionante. L’arrampicata sportiva ha come scopo il divertimento o la competizione sportiva, soprattutto perchè richiede una certa abilità ginnica.

Si distingue in:
Arrampicata artificiale
Arrampicata libera

Nel primo caso si vanno ad utilizzare aiuti artificiali che consentano di arrampicarsi, nel secondo invece no, dal momento che corrisponde all’arrampicata libera sulle falesie, pareti del fondo valle che non presentano grandi problemi di accesso o di quota. Si parte generalmente dal 5° grado per poi procedere incrementando le difficoltà con il 6°,7° e 8° grado fino ad arrivare al 10° e oltre. Ciò che cambia nelle due tipologie è anche la peculiarità dei moviementi richiesti: un conto è arrampicarsi su parete naturale e un’altro su strutture artificiali. Nonostante l’arrampicata sia uno sport ‘a tempo’, esistono dei tempi medi di percorrenza che si aggirano comunemente tra i 3′ 30” ai 5′ 30”.
Fisicamente l’azione che si compie si definisce ‘moschettonaggio’: si tratta del periodo in cui vengono messi i ganci durante la salita che rappresentano un momento di grande dispendio energetico nel percorso. E’ proprio in questa fase, infatti, che i muscoli si contraggono e tale contrazione può durare dai 6 ai 12 secondi fino alla successiva fase di rilasciamento. Questo lavoro è a intermittenza ed è la caratteristica vera e propria dell’allenamento del free climbing.

 

Alessio Rinelli
Presidente dell’associazione “Fitness &  Benessere”
info@alessiorinelli.it