Biennale di Venezia 2011 Cinema

Ami Canaan Mann ultima in concorso

Giorgio Merlino
9 settembre 2011


Nei Texas Kiling Fields, zona poco fuori da Texas City, furono ritrovati oltre cinquanta cadaveri di vittime di violenze sessuali, che erano stati lì abbandonati a partire dal 1969. Questo è un fatto realmente accaduto a cui si interessò Donald Ferrarone (sceneggiatore) mentre lavora per la DEA; per saperne di più, Don decise di conoscere due detective della polizia di Texas City, che erano stati impegnati in alcuni casi dei Texas Kiling Field e incontrando i familiari delle vittime, scoprì molte storie correlate da cui si ispirò per la sceneggiatura di questo film.
Ami Canaan Mann (regista), commossa dalla storia delle povere vittime e dalle loro foto, ha deciso di raccontare questi brutali eventi nel modo meno impressionante possibile attraverso la seguente trama.
L’agente della Omicidi Mike Souder (Sam Whorthington) e il suo collega Newyorkese Heigh (Jeffrey Dean Morgan) si ritrovano coinvolti nel caso di un serial killer che getta i corpi delle sue vittime in un’area paludosa chiamata “Killing Fields”. I due detective, sempre più interessati a venire a capo del caso e incitati dallo stesso autore dei delitti, si spingono fuori dalla propria giurisdizione e ricorrono a maniere poco ortodosse. La situazione si surriscalda ulteriormente, insieme ai protagonisti, nel momento in cui viene rapita la ragazza del posto Anne (Chloe Grace Moretz).
Che sia grazie a doti genetiche o insegnamenti paterni, è indiscutibile che la figlia di Michael Mann (autore di thriller come “Collateral“e “Nemico pubblico”) possieda grandi qualità come regista.
Il film è ben strutturato e la trama avvincente, nel suo complesso un “poliziesco” con buone aspettative di successo ai botteghini; rimane solo da chiedersi se anche in questo caso il film possa essere considerato ai livelli del Festival.

 

Giorgio Merlino


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