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Cinema

Amnesia rossa e accoglienza incerta per Pasolini

Giorgio Raulli
5 settembre 2014

La fine del 71esimo Festival del Cinema di avvicina, e molte sono state le opere di interesse proiettate nel corso della Mostra.

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Ne abbiamo avuto un esempio giovedì 4 settembre, quando nella Sala Grande è stata proiettata la prima pellicola in concorso della nona giornata, Chuangru zhe (Red Amnesia il titolo internazionale) di Wang Xiaoshuai; è la storia di una vedova in pensione, Deng (Lü Zhong), che si dedica completamente e con determinazione alla madre anziana e ai due figli ormai grandi, noncurante degli sforzi che tutti fanno per alleggerirle gli impegni. Questa routine verrà però interrotta da strane telefonate anonime, sempre più insistenti e preoccupanti. Un film che vuole far riflettere sul modo in cui vive una generazione di cinesi, quelli che nati dopo la creazione della Repubblica Popolare, hanno vissuto tutte le fasi politiche della Cina e sono ormai confusi, inconsapevoli dei danni subiti dalle prepotenti intromissioni degli altri (e del governo) nelle proprie vite; se la protagonista di Chuangru zhe incarna con i suoi difetti le conseguenze del passato, la sua storia mostra ciò che potrebbe succedere nel futuro se le coscienze non dovessero cambiare.

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Altra pellicola in gara, molto attesa e accolta piuttosto freddamente dalla stampa, è stata quella di Abel Ferrara, Pasolini, che racconta l’ultimo giorno dello scrittore e regista prima che venisse ucciso. Ad interpretarlo troviamo Willem Dafoe, in una pellicola a tratti onirica, che viaggia tra realtà e immaginazione: una ricostruzione delle sue ultime ore che chiaramente vogliono essere un tributo al grande poeta e cineasta; il regista Abel Ferrara ha voluto raccontare soprattutto la personalità artistica di Pier Paolo Pasolini, inserendo in questo film anche alcune scene tratte da opere incompiute, come Petrolio e Porno-Teo Kolossal, in cui sarebbe dovuto comparire Eduardo De Filippo (qui interpretato in un cameo dall’amico e attore feticcio di Pasolini, Ninetto Davoli). Nel cast anche Riccardo Scamarcio, Valerio Mastandrea, Maria de Medeiros e Adriana Asti.

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Nella sezione Orizzonti si sono confrontati Court, di Chaitanya Tamhane, e Theeb di Naji Abu Nowar. Come suggerisce il titolo, nel primo film siamo in tribunale, dove seguiamo il caso del ritrovamento di un cadavere nella rete fognaria a Mumbai e un vecchio cantastorie viene accusato di aver istigato al suicidio l’uomo con una canzone; la storia però riguarda piuttosto le vite private degli avvocati e del giudice coinvolti nel caso, e come i valori personali di queste persone possono pesare sugli esiti giudiziari. Theeb è invece un bambino beduino appartenente a una tribù che vaga per il deserto mentre, a sua insaputa, il resto del mondo è in guerra: siamo nel 1916 nella provincia di Hejaz, Impero Ottomano. Lo vedremo accompagnare un ufficiale dell’esercito inglese inglese verso un antico pozzo romano, sulla vecchia strada del pellegrinaggio per la Mecca, un territorio pericoloso alla mercé dei predoni beduini.

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Alleggerisce il film Fuori Concorso di Joe Dante, Burying the Ex, una divertente commedia horror in cui Max (Anton Yelchin) decide di andare a vivere con la sua bellissima ragazza Evelyn (Ashley Greene), scoprendone però i difetti: Evelyn infatti è manipolativa e una maniaca del controllo, ma prima che Max trovi il coraggio di troncare la relazione, la giovane muore in un incidente. Dopo non molto tempo Max conosce Olivia (Alexandra Daddario), ma presto avrà a che fare con una Evelyn miracolosamente risorta dalla tomba e determinata a riprenderselo.

Giorgio Raulli


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