Letteratura

Amore e crisi nel secondo romanzo di Silvia Avallone

Maria Stella Gariboldi
3 novembre 2013

copertina

Sono passati tre anni dal successo di “Acciaio”, e Silvia Avallone nel frattempo si è sposata, laureata, e ha pubblicato il suo – attesissimo – secondo romanzo.

Dopo un esordio così fortunato, libro vincitore del Premio Campiello Opera Prima e secondo classificato allo Strega 2010, tradotto in 22 lingue e da cui Stefano Mordini ha tratto un film, l’autrice biellese non si dichiara preoccupata da alcuna “ansia da prestazione”, ma semplicemente desiderosa di raccontare una nuova storia.

Si tratta sempre di un racconto di periferia, ma siamo ora lontani dalla Piombino industriale di Acciaio. Marina Bellezza è ambientato infatti in Valle Cervo, trasposizione italiana di un Far West desolato, deserto piemontese tra risaie e cascine; è il biellese della crisi economica lo sfondo di questa  storia d’amore.

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Marina e Andrea si conoscono da quando erano bambini, e la loro relazione è un esempio di quelle storie dure, ostinate nonostante degli ostacoli imbattibili. Marina – una bellezza di nome e di fatto – sogna di lasciarsi alle spalle la provincia e di affermarsi come cantante in una grande città; Andrea invece non desidera che radicarsi alla sua terra, facendo il margaro come suo nonno.

Lei vuole la notorietà e il denaro, lui la serenità di una vita di lavoro e fatica. Non potrebbero esserci prospettive più diverse, eppure i due ragazzi si attraggono irresistibilmente. E sorge anche il dubbio che i loro sogni, pur così distanti, non siano che risposte alla stessa necessità, al sentimento di essere fuori luogo e al bisogno di riscossa da un presente che non soddisfa, che rende irrequieti, che forse nemmeno l’amore basta a curare.

Nonostante un intento o almeno un’influenza visibile, accostare il Far West italico di “Marina Bellezza” ai romanzi del realismo americano è forse azzardato, ma ancora una volta si apprezza l’attenzione per la vita di provincia e per i margini di una società che, anche nella cornice di una storia d’amore, rivela i suoi turbamenti.

Maria Stella Gariboldi

“Marina Bellezza”, di Silvia Avallone, Rizzoli, pp. 509.


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