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Amsterdam cambia look senza perdere il suo fascino

Carla Diamanti
8 luglio 2016

Postcard Amsterdam bis

Impossibile resistere al fascino dei canali. In fondo sono loro una delle prime attrazioni di Amsterdam. Perché tutto comincia da qui, dall’acqua che penetra nella città dandole quella particolare struttura che la fa assomigliare a un ventaglio sulle mappe nelle tasche dei viaggiatori. L’acqua, che disegna i quartieri trasformandosi in linea di confine: di qua le Nove Strade, di là Jordaans, di qua la zona Noord, di là quella dei musei. Da una parte il futuro delle linee perfette, dall’altra la tradizione e la morbidezza delle curve che accompagnano le sagome dei tetti. Qui il museo della Bibbia, là il quartiere a luci rosse. Questione di sfumature, perché da una parte all’altra dell’acqua i contenuti cambiano ma le atmosfere sembrano rimanere identiche. Qualunque sia il modo in cui si scelga di visitarla, Amsterdam rapisce ancora prima di arrivarci.

1 gallery Amsterdam

Ogni viaggio inizia dal Dam, il cuore della città dove si affaccia il palazzo reale che oggi mantiene i fasti anche se accoglie i turisti invece delle teste coronate. La facciata principale parla francese: fu per avere un contatto più diretto con i suoi sudditi che Luigi Napoleone, fratello dell’imperatore e re degli olandesi, ne modificò la struttura, facendo costruire il balcone da cui ancora oggi i sovrani salutano la folla nei giorni di festa.

2 gallery Amsterdam

Il mio viaggio comincia un po’ prima. Sotto un’immensa vetrata che sa di cose importanti, di storia. Che è invasa dalla luce del sole e che si presenta come il miglior augurio per una bella giornata. Questo gioiello architettonico è racchiuso nel cuore del palazzo che guarda quello reale, con cui condivide l’autorità e l’autorevolezza del Dam. Un palazzo che segnò la fortuna di un uomo e che sintetizza la predisposizione di Amsterdam all’apertura e al successo. Un po’ come era successo all’ex palazzo del municipio, promosso da un francese al rango di reggia.

3 gallery Amsterdam

La vetrata, dicevo. Bisogna entrare nel palazzo che porta il nome del signore polacco di cui parlavo prima. Era il 1855 e A.W. Krasnapolsky aprì una piccola caffetteria all’interno di un albergo. Imprenditore lungimirante e intraprendente, fu il primo a offrire agli ospiti il servizio in camera e a dotare le stanze di servizi privati. Lo spettacolare giardino d’inverno è una delle sale più belle dell’albergo diventato Grand Hotel Krasnapolsky e che oggi è stato integrato dal gruppo NH fra i Collection Hotels, strutture di prestigio in cui accoglienza e design sposano la storia del luogo.

4 gallery Amsterdam

Amsterdam mi augura il buongiorno con il sole che illumina il giardino d’inverno. Krasnapolsky aggiunge frutta fresca e spremute, yogurt e smoothies, pane ai cereali e brioches, torte alle mele e crostate, dolci tipici, bacon, verdure grigliate, formaggi freschi e stagionati, caffè e tutto quanto si possa sperare di trovare su un buffet di colazione.

Pronta a passeggiare lungo i canali, dal caratteristico Prinsengracht con le case dei mercanti, i magazzini e i fiori che accendono di colore gli originali balconi galleggianti delle houseboat, al Keizersgracht¸ intitolato all’imperatore Massimiliano I, o a Herengracht, il più grande e sul quale si affacciavano le ricche dimore dei mercanti. Poi punterò al mercato dei fiori sul canale di Singel e mi perderò per i vicoli fino al silenzioso Begijnhof, ancora abitato dalle beghine che custodiscono le case di bambola attorno al cortile.

Brouwersgracht

Brouwersgracht

Comincerò dal giardino d’inverno più bello d’Europa – forse del mondo – con la luce e la prima colazione del Grand Hotel Krasnapolski. Poi mi lascerò avvolgere da Amsterdam.

Non potrà che essere un’ottima giornata.


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