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Ancelotti, Conte, Lippi: sfida a tre per il Milan futuro

Riccardo Signori
2 ottobre 2017

Carlo Ancelotti

Il Milan “work in progress” sta già cercando un nuovo tecnico. Vincenzo Montella non rischia in tempi brevi, nonostante le tre sconfitte in sette giornate di campionato (un po’troppo per una squadra pretenziosa), ma basta poco per capire che aria tira. Il rapporto con la dirigenza è di sopportazione, non proprio idilliaco, i risultati parlano contro la mediocrità di una squadra e contro un tecnico che non sa fare miracoli. E forse fa anche meno.  Tre nomi in pole position: Carlo Ancelotti, Antonio Conte e Marcello Lippi che aspira al ruolo di manager più che di allenatore.
Il ritorno di Ancelotti, forse il più gradito al popolo rossonero, rischia di essere la solita minestra riscaldata che, nel calcio, quasi mai ha trovato lieto fine: basta dare un’occhiata ai ritorni di Fabio Capello nel Milan e Roberto Mancini nell’Inter. Ancelotti ha dimostrato, in giro per l’Europa, di essere allenatore internazionale. Però il recente licenziamento dal Bayern Monaco lascia qualche dubbio sulla freschezza del modo di allenare e gestire lo spogliatoio. Finora Ancelotti era stato un maestro in tal senso. Al Milan sarebbe costretto a vincere subito e magari senza adeguati e grandi rinforzi, che sono l’unico vero segreto per tornare al successo. Altro che allenatore!

Antonio Conte, da qualche tempo, sta lasciando trapelare l’intenzione di lasciare il calcio inglese. Troppo golosa l’idea di rientrare in grande stile in Italia. Il Milan sarebbe opportunità da acchiappare al volo (nonostante i dubbi sulla possibilità di acquisire rinforzi di prima qualità), già qualche anno fa il tecnico era stato vicino ai rossoneri.

Antonio Conte

Stile e idee di gioco completamente diversi da quelli di Montella e Ancelotti, stile che piaceva a Torino e potrebbe piacere a Milano nonostante il marchio molto juventino nella storia del tecnico. Però Conte ha già dimostrato sia a Torino, sia a Londra, con il Chelsea, di aver bisogno di una società che lo sostenga, lo appoggi e, talvolta, moderi le sue intemperanze. Altrimenti perde colpi e la squadra ne risente. Conte gioca con i suoi calciatori, quindi serve devozione assoluta: dagli atleti e dai dirigenti.

Infine Marcello Lippi, che guadagna montagne di milioni in Cina. Dal punto di vista economico meglio restare in Oriente. Dal punto di vista dell’orgoglio tornare in Italia, e specificatamente provarsi nel Milan, sarebbe un colpo di vanità appagato e una sfida di grande prestigio. La sua vocazione a riciclarsi nel ruolo di manager, come stava per succedere con la nazionale guidata da Ventura, pretende un allenatore sul campo e, in quel caso, il club ha già pronto Gattuso disponibile a lavorare sotto l’ombrello del suo grande ex ct.

Per concludere: chi sceglierà il Milan? Il cuore dei tifosi dice Ancelotti. La logica della rivoluzione, fin qui ambiziosa ma non altrettanto efficace, suggerisce Conte. Lippi servirebbe soltanto a mettere al riparo anche i dirigenti. Quando, invece, la soluzione migliore dice che il Milan dovrebbe riversare la gran parte dei suoi quattrini nell’acquisto di uno- due autentici campioni.

 


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