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Anche Cavalli cade nella rete d’oro delle Private Equity

Alice Signori
2 maggio 2015

roberto_cavalli

Ed ora tocca a Cavalli. Anche questo brand si aggiunge alla già corposa lista delle maison dell’alta moda vendute ad un fondo di Private Equity. Ma Cavalli sceglie di rimanere italiano, a differenza di Versace (acquistata dal fondo statunitense Blackstone) o di Valentino (transitato dal 2007 al 2012 dal fondo britannico Permira). La maison fiorentina ha ceduto il 90% a Clessidra, fondo creato dall’ex amministratore delegato di Fininvest Claudio Sposito e dal suo vice Francesco Trapani (che del lusso non è un neofita, avendo presieduto la divisione orologi e gioielli di LVMH). Il ruolo di CEO sarà assunto da Roberto Semerari, che da Coty (la multinazionale leader mondiale nella profumeria) passerà all’alta moda, sempre affiancato dal direttore creativo Peter Dundas. Cavalli rimarrà con il 10% dell’azionariato e il prestigioso ruolo di “ambasciatore” del marchio. Cavalli si dice felice di questo passaggio di consegne, che renderà il brand all’altezza delle sfide internazionali, pur conservando la sua identità.

Internazionale è già la nuova composizione dell’azionariato: il veicolo Varenne attraverso cui Clessidra controllerà Cavalli sarà compartecipato dal fondo internazionale L-Glam e dalla holding Chow Tai Fook Enterprises Limited, con sede ad Hong Kong.

Si apre una nuova sfida per il patron Cavalli: non dovrà solo ammaliare sulle passerelle, ma anche e soprattutto non deludere la boardroom.


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