Arte

Anche quest’anno…Restituzioni!

staff
28 maggio 2011


É questo il nome attribuito alla splendida collezione di opere d’arte restaurate su iniziativa della Banca Intesa Sanpaolo, che sin dal 1989 si è impegnata a sostenere il patrimonio artistico del Belpaese.
Un impegno indice di un mecenatismo d’altri tempi, che si integra perfettamente all’interno della cornice fiorentina ove la mostra è stata allestita e rimarrà fino al 5 giugno, per poi spostarsi a Vicenza, presso le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari. In ventidue anni sono più di 600 le opere d’arte ed i reperti archeologici restaurati sulla base di una lista di emergenze individuate dalle Soprintendenze e restituiti alla collettività.
Questa quindicesima edizione si presenta come particolarmente ricca: più di 80 opere artistiche, dall’antichità all’età neoclassica -provenienti dall’intera penisola- arricchiscono le splendide sale del Palazzo Pitti, all’interno del quale è strutturata l’esposizione. Arte ospita arte, dunque. Ed è in questo armonioso connubio tra tradizione, incarnata dalla serie di opere paradigmatiche degli sviluppi storici dell’arte occidentale, e modernità, rappresentata dall’attività di restauro e dalle strumentazioni tecnologiche, che si manifesta la presenza della più viva e profonda spiritualità della nostra civiltà. Cultura pagana e cristiana si rincorrono nei secoli rifiutando la banalizzazione livellante del sincretismo e arricchendosi l’un l’altra senza tradire la propria identità.
Sulla base di questa chiave interpretativa ecco allora l’innegabile fascino del fregio in terracotta invetriata della Villa medicea di Poggio a Caiano, fulgido exemplum del migliore Umanesimo fiorentino. Con ogni probabilità commissionato da Lorenzo il Magnifico per la residenza estiva progettata da Giuliano da Sangallo, il celeberrimo manufatto non si lascia identificare razionalmente nella propria misteriosità, mantenendo aperto il dibattito sul significato del proprio simbolismo. Per alcuni metafora della circolarità del tempo e della natura con l’alternanza di stagioni e mesi, nonché celebrazione dell’età dell’oro garantita dal buongoverno dei Medici. Per altri raffigurazione visiva dell’immortale mito platonico della scelta delle anime dopo il trapasso, in coerenza con la concezione della metempsicosi.
Fra le altre opere spiccano il San Michele Arcangelo, capolavoro in argento e argento dorato della
plastica barocca napoletana, e il fulgente cratere Apulo a figure rosse.
“L’altezza di per sé espone le cime ai fulmini” affermò Mecenate. La filantropia di “Restituzioni 2011” pare tuttavia talmente efficace nell’arricchimento culturale da sfuggire alla rischiosa esposizione paventata dal suo padre storico.

 

Luca Siniscalco


www.2011.restituzioni.com/restituzioni/ellenco-delle-opere/index.html


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